Atropo

Atropo
Pubblicata da PoeticHouse Domenica, 14 di Luglio del 2002

Atropo era la Parca destinata a tagliare i fili delle esistenze.
Strana sorte per una lirica che consideravoe considero tra le mie più riuscite.
Nemoprofeta

il 01/02/2003 alle 11:03

Atropo era la Parca destinata a tagliare i fili delle esistenze.
Strana sorte per una lirica che consideravoe considero tra le mie più riuscite.
Nemoprofeta

il 01/02/2003 alle 11:03

Atropo era la Parca destinata a tagliare i fili delle esistenze.
Strana sorte per una lirica che consideravoe considero tra le mie più riuscite.
Nemoprofeta

il 01/02/2003 alle 11:03

Atropo era la Parca destinata a tagliare i fili delle esistenze.
Strana sorte per una lirica che consideravoe considero tra le mie più riuscite.
Nemoprofeta

il 01/02/2003 alle 11:03

Atropo era la Parca destinata a tagliare i fili delle esistenze.
Strana sorte per una lirica che consideravoe considero tra le mie più riuscite.
Nemoprofeta

il 01/02/2003 alle 11:03

Atropo era la Parca destinata a tagliare i fili delle esistenze.
Strana sorte per una lirica che consideravoe considero tra le mie più riuscite.
Nemoprofeta

il 01/02/2003 alle 11:03

Riconoscere mi è facile..forse troppo, Vie a parte!
quello che mi distacca da questa tua è..... Va beh,
lo dirò in privata sede!!

splendida e splendente..si può riproporre?

ciao........albachiara

il 01/02/2003 alle 14:42

Riconoscere mi è facile..forse troppo, Vie a parte!
quello che mi distacca da questa tua è..... Va beh,
lo dirò in privata sede!!

splendida e splendente..si può riproporre?

ciao........albachiara

il 01/02/2003 alle 14:43

Riconoscere mi è facile..forse troppo, Vie a parte!
quello che mi distacca da questa tua è..... Va beh,
lo dirò in privata sede!!

splendida e splendente..si può riproporre?

ciao........albachiara

il 01/02/2003 alle 14:44

Vedi albachiara, in questa poesia passata inosservata nel sito, di me che allora erono veramente ....nemo, io mi riconosco per vissuto, esperienza e immagini.
L'essere lasciato, se pur per ragioni troppo difficili da capire, karmiche, ma essere ancora io legato a lei e lei arbitra di me, con le conseguenze degli ultimi versi...beh! sappi che è un dramma che solo Atropo potrà risolvere.
Mi dicevi di riproporre questa poesia nel sito?
Chiederò.
Aspetto.
Grazie
Ernesto

il 01/02/2003 alle 16:38

Vedi albachiara, in questa poesia passata inosservata nel sito, di me che allora erono veramente ....nemo, io mi riconosco per vissuto, esperienza e immagini.
L'essere lasciato, se pur per ragioni troppo difficili da capire, karmiche, ma essere ancora io legato a lei e lei arbitra di me, con le conseguenze degli ultimi versi...beh! sappi che è un dramma che solo Atropo potrà risolvere.
Mi dicevi di riproporre questa poesia nel sito?
Chiederò.
Aspetto.
Grazie
Ernesto

il 01/02/2003 alle 16:38

Grazie Stef per le espressioni che usi per me.
Ne sono particolarmente lusingato, data la sensibilità che mostri nel tuo poetare.
Er

il 01/02/2003 alle 23:46

il 05/06/2008 alle 18:52

Ed è andata così!

il 05/06/2008 alle 19:24
Soltanto
Ora
Finalmente
Sono pago del mio essere
Conscio del mio esistere
Accanto a te
In questi mesi
Lunari
Sottratti alla vita
Degli altri.
Capisco
D’un tratto
E la mia mente resta
Abbagliata
Dalla scoperta della verità
Sacra.
Né protagonista
Né comparsa
Nella tragedia della tua vita
Comune a me
Appaio.
Uomo sì
Antico
Vecchio
Stanco
Eroe
Sublime.
Un tempo!
Nella sua perfetta essenza
Ora
Di piccolo burattino
Sciocco
Tra le tue mani e le tue idee
Di donna
Sola
Ferita
Sconfitta
Da altri
Ai quali hai porto la testa
Magica
Svuotandola della forza
Che solo io
Avevo scoperto e infuso in te
Con ogni mezzo
Anche con i baci.
Vagoli
Confusa
Alla disperata ricerca d’un ruolo
Perduto
Che ti divinizzi
Esaltandoti
Come solo poteva fare colui che ti visse al fianco
Per poco
Ti fece intendere
Esser possibile
Nella pur stana condizione
D’ esser fatta di carne.
E tu
Metà femmina
Metà Parca
Ma non come Lei
Che recideva il filo
Per farti morire
E renderti libero
Ma vindice della tua stessa sorte
Spersa
In un gorgo vuoto
E senza fine
Hai annodato i fili
Miei
E bagnato i nodi
Affinché nessuno
Potesse mai più gestire
Il mio ultimo spasmo di vita
E dovessi finire
I miei giorni
Afflosciato e muto
Tarpato e innocuo
A vivere in compagnia
Di quel che resta
Nella mia mente
Dei soli ricordi tuoi
Mitici e sublimi
Cosparsi di profumi ed essenze
Tutte umane
Ma che ci eternavano.
Icaro blasfemo
Che volava e si votava
Solo a te!
È così che mi vuoi
Per salvarti
Per la paura
Arcana
Che hai
Di non volerti far falena
Nella notte buia
Che circonda uomini e cose.
E così sarò.
Ed quando mi riprenderai
Forse mai
Forse più tardi
Dovrai finalmente
Tagliarmi i fili
Per farmi vivere.
Solo allora
Apparirò libero
Finanche di morire
E sempre
Per te.

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