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Poesie presenti nella categoria: Il diavolo e il sacro

Le Poesie Pubblicate ieri

Il ritorno dall’esecuzione
Pubblicata il 14/05/2026
L’uomo emblematico,
il borghese gentiluomo,
il grande guerriero ora giace
nel fiume del suo stesso sangue.

Il cammino del ritorno è illuminato
dal tenue fuoco di candela.

Gli uomini sembrano strisciare come vermi,
le loro meste ombre sono lamenti innocenti
che si allontanano dal peccato.

Hanno il volto scuro i turpi assassini.
Nessuno parla, nessuno alza lo sguardo
verso il mondo capovolto.

In silenzio, tornano tutti in chiesa
devoti in compassione.
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Come niente fosse...

il 14/05/2026 alle 20:41

Le Poesie Pubblicate Nell'Ultima Settimana

Pubblicata il 10/05/2026
se vuoi una fanta
la chiedi.
se vuoi lavorare
non basta.
un lusso per pochi.
chi ha messo
sullo scaffale
fanta e lavoro
non sa cosa sia
una fanta.
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

Il super-io
Pubblicata il 16/04/2026
La casa non aveva soffitti, solo soppalchi, da cui qualcuno guardava sempre.

stanza prima: L’atrio del giudizio.

marmo bianco, luce senza ombre.
al centro un leggio con un libro aperto, le pagine erano la sua vita, trascritta in terza persona.
ogni errore sottolineato in rosso.
“Non dovevi”
diceva una voce dal soppalco, non era alta, non era bassa: Era esatta.
provò a voltare pagina,il foglio gli tagliò il dito, la ferita si mise in coda con le altre, in attesa di giudizio.

stanza seconda: Il refettorio delle misure.

un tavolo lungo quanto la colpa, sopra, bilance.
su un piatto mettevano ogni suo gesto, sull’altro, un peso chiamato, dovere.
il dovere non aveva massa, eppure vinceva sempre.
mangiò pane secco perché il piacere era nell’altra stanza, quella chiusa a chiave.
la chiave pendeva dal soppalco, legata a un filo di voce che ripeteva:
"Dopo, forse".

stanza terza: La camera dei morti esemplari.

alle pareti, ritratti, di uomini e donne con la schiena dritta e gli occhi vuoti.
sotto ogni cornice una targa:
"Non ha mai ceduto, non ha mai chiesto.
È morto pulito".
li ringraziò a voce alta, dal soppalco, arrivò un colpo di tosse soddisfatto.
si accorse che uno dei ritratti, quasi gli somigliava, non ancora, ma presto.

stanza quarta: Lo studio della voce.

niente finestre, solo un incavo nel muro a forma di orecchio.
da lì uscivano ordini senza verbo:
"Più dritto, più zitto."
provò a tappare l’incavo con la mano, la mano divenne di gesso.
capì che la voce non veniva da fuori, ma era stata registrata dentro, anni prima, e adesso andava in loop.
il soppalco era solo acustica.

stanza quinta: Il bagno degli specchi opachi.

voleva lavarsi il viso, lo specchio non rimandava la sua immagine, ma quella che doveva avere.
mascella serrata, sguardo conforme, colpa in regola.
sputò, lo sputo risalì, gli rientrò in gola.
dal soppalco cadde una medaglia di latta:
"Bravo".
gli bruciò il petto come un marchio.

stanza ultima: Di nuovo l’atrio.

il libro era ancora aperto, l’ultima riga diceva:
"E così imparò a punirsi da solo, e la chiamò coscienza".
alzò gli occhi al soppalco, non c’era nessuno,solo un microfono spento e la sua ombra che, per imitazione, teneva la schiena dritta.
uscì dalla casa, o credette di uscire,
la voce lo seguì sul marciapiede, con il suo passo.
aveva preso la sua cadenza,o forse era lui ad aver preso la sua
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Questo testo è una vivisezione poetica del senso di colpa pedagogico. Non descrive una casa, ma un meccanismo di sorveglianza interiorizzata dove l’architettura stessa serve a ricordare che non esiste intimità dal giudizio, nemmeno nei propri pensieri. Il dettaglio della "ferita che si mette in coda" è folgorante. Suggerisce che in questo stato mentale non c'è spazio per il dolore vivo o per la reazione istintiva; persino la sofferenza deve essere disciplinata, catalogata e sottomessa a una gerarchia di giudizio. È un pezzo che evoca l'orrore nasce dalla precisione chirurgica con cui un essere umano può arrivare ad annullarsi per risultare "conforme". Ciao, amica Anais!

il 16/04/2026 alle 22:22

Un meraviglioso viaggio nelle stanze della coscienza così raccontate e vissute da esserne partecipi. Scenari e atmosfere suggestivi. Un grande film della vita. Un abbraccio , carissima .

il 17/04/2026 alle 08:25

Come su Ali. Saluti.

il 17/04/2026 alle 12:56

Si entra e si esce come dalle stanze di un labirinto in un saliscendi pieno di scale e di strane geometrie, come in un quadro di Escher... un andirivieni vertiginoso e suggestivo, dove ogni opinione è corretta se inserita in un contesto coerente, ma la logica sfugge ad ogni interpretazione! A me sembra di entrare nelle dinamiche di un sogno, che a volte è incubo, a volte denso di attese e domande...

il 17/04/2026 alle 14:29

Wow!!!

il 21/04/2026 alle 20:25

Grazie a tutti;-)

il 23/04/2026 alle 09:57

Le Poesie Meno Recenti

Pubblicata il 27/05/2021
Il terribile Dottore Di Carlo abita al pianterreno centrale del piazzale Cosenz Enrico

Quando la palla finisce all'interno del suo balcone,
non v'è scampo, neanche il tempo che ve lo dico

Quella serranda sembra una ghigliottina, quando si alza, si scorge una sagoma coi suoi occhialini

Poi, uno stridore che ha termine con l'esecuzione della sfera, a discapito di noi ragazzini

E così, per vendicarci, gli rubiamo le bottiglie di gazzosa e le riempiamo di pipì innocente

A quanto pare l'idea non è azzardata, sta di fatto che l'esperimento zittisce il deficiente
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Mi hai fatto ricordare un episodio simile della mia infanzia...In un parco dove in teoria non si poteva giocare a pallone noi ragazzini ovviamente ci giocavamo, compariva spesso il sorvegliante in bicicletta che faceva più o meno le stesse cose del tuo boia...Figure romantiche che nel ricordo diventano addirittura care visto quello che succede (o non succede) oggi. Questi tuoi racconti a metà tra la "comedie humaine" di Balzac e " amici miei" ( per i particolari sempre comici e irriverenti che contengono) sono davvero interessanti

il 28/05/2021 alle 08:40

Carissimo Sir, tutti nel vicinato abbiamo avuto quel Generale che non voleva essere disturbato, perchè avevo il diavolo dentro al cuore, per i ricordi amari che la guerra le aveva lasciato, povero uomo, quanta pena faceva, non parlava con anima viva, ci fulminava con lo sguardo ma appena svoltava l'angolo riprendevamo i nostri giochi tutti italiani contro il Generale Ruju Buona giornata abbiamo avuto più o meno la stessa infanzia grazie e buona giornata

il 28/05/2021 alle 09:04

L'esecuzione del pallone......splendida definizione. Tragedia per tutti i ragazzini. Ciao

il 28/05/2021 alle 14:24

Che contributo ammirevole, Arturo! Ti ringrazio immensamente per le citazioni.

il 28/05/2021 alle 17:09

È vero, Tonino, i ragazzi di oggi si stanno perdendo il meglio della vita! Grazie per la gradita partecipazione! Saluti cari.

il 28/05/2021 alle 17:14

Già, Cassiopea, proprio così! Il pallone era la mia penna! Grazie per codesta, appropriata definizione.

il 28/05/2021 alle 17:16

L'Assassino del pallone figura ormai estinta o quasi,giusta la punizione resa ,noi la pipi' si faceva nei suoi vasi la notte,Un Saluto

il 03/06/2021 alle 15:11

Con l'assenza di posti di lavoro potrei rispolverarlo io, però i palloni me li tengo, per i bambini buoni!!! Che bella idea, stupenda direi...

il 04/06/2021 alle 08:59

Grande, Giancarlo! Effettivamente era un'arma innocua e innocente! Grazie per la gradita partecipazione, anche quella della pipì!!!!

il 04/06/2021 alle 10:39

Un'idea spontanea scaturita dal fatto che compravamo un pallone a settimana, caro Tonino! Grazie per il simpatico contributo!

il 04/06/2021 alle 10:42