Pubblicata il 12/01/2002
Sarà la mia mano quella che prenderai per colmare il tuo vuoto.
Stretto ti terrò quando nella foschia del bosco mattutino vedrai l’incendio,
e calmo il tuo cuore tornerà
allorché capirai ch’è soltanto il riverbero del sole sulle foglie assonnate
colpite dalla brezza notturna.
Sarà la mia mano a gridartelo.

Stretto ti terrò quando nel caldo bosco d’un pomeriggio di primavera
udirai grida strazianti di dolore,
e calmo il tuo sorriso tornerà allorché capirai
ch’è soltanto il dolce suono del vento
che muove le chiome degli alberi d’alto fusto.
Sarà la mia mano a gridartelo.

Stretto sarai in me quando nel tuo viaggio d’adulto
vedrai piangere una donna,
udire le sue lacrime cadere sull’arido terreno della vita,
e calma l’anima tua tornerà allorché capirai
che il suo pianto è per la gioia che le doni
e quelle lacrime alimenteranno il terreno tuo fertile di gioiosi fiori
ch’avranno i tuoi stessi occhi e ai quali donerai la mia stessa mano.
Sarà la mia mano a gridartelo.

Stretto ti terrò quando gli occhi tuoi timorosi si chineranno
al solenne abbandono della vita e il tuo cuore diverrà maturo e stanco
lasciandoti navigare nell’eterno viaggio dei cieli,
e sereno tornerà ai tuoi occhi,
allorché assaporerai il calore della poltrona che al mio fianco avrò custodito per te,

e la mia mano ancora sarà là ad attenderti,
figlio mio.

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