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Pubblicata il 26/06/2022
Sono nel salotto di casa mia, con Rebecca (nome d'arte), una deliziosa puttanella molto simpatica e servizievole, contro contante, s'intende.

Siamo al 4° o 5° appuntamento, e ci troviamo entrambi a proprio agio, sappiamo che nessuno dei due darà fregature.

Non mi lavo da una quarantina di giorni, manco con l'acqua, nemmeno un pecoraro transumanante che dorme con il gregge da mesi ha addosso un tanfo simile, non so come lei possa sopportarlo senza battere ciglio, o permettersi la minima ironia.

O meglio lo so, è la potenza del dollaro, o meglio dell'euro;
negli ultimi decenni la concorrenza è diventata sempre più spietata, una marea di straniere giovanissime da tutto il mondo, una fiumana di trans viziosissimi che sempre più uomini preferiscono alle donne, col covid poi c'è stato un tracollo, è veramente dura vivere di prostituzione.

Per me è un punto d'onore: la femmina mercenaria deve subire umiliazioni muta e rassegnata, anzi allegra e ilare, che si metta in modalità "puttana".

Anni fa una ragazza russa, sola, con un figlio adolescente in patria, che purtroppo ora forse sarà in guerra, ebbe l'ardire di insistere affinché mi lavassi almeno il pesce fracico. Cancellai il suo numero dalla rubrica del cellulare. Così si imparano ad invadere l'Ukraina, e a provocare indirettamente il rincaro dei prezzi di molti generi di consumo, non certo le squillarelle.

Rebecca si trova a carponi sul mio divano, scalza e nuda come un verme, col gran culo per aria, e la bella schiena bianca e vellutata.

Si sta imburrando la nocchia col mio lubrificante Durex, in quella posizione, come le ho chiesto io, per non concederle la minima intimità (alla fine non la lascerò neanche pisciare da sola, in pace, dicendo: "beh, dopo quello che c'è stato tra noi!").

Comincio delicatamente ad appizzarle la salsiccia fetiente insaccata nel preservativo, ma all'improvviso con un movimento comicissimo e appena percettibile, unta com'è, provoca la fuoriuscita del c***o.

Mentre io ridacchio tipo quel maniaco che Clint Eastwood finisce per fulminare con la sua 44 Magnum dopo una lunga caccia mi dice: "lubrificati l'uccello, sennò mi sa che oggi non entra".

Appena esaudita torno alla carica.
dopo qualche minuto di avanti endrè le mie palle le sbattono sulle natiche, tutta il porchettone è nel retto.

E' allora che, senza il minimo preavviso, comincio a bisbigliarle nell'orecchio con voce bassa, fessa, e pseudo-reverenziale:

"Dottoressa, mi perdoni, non avrei mai immaginato che Lei avesse due chiappe di culo così.... sono costernato....."

Rebecca ormai conosce il suo pollo, e replica severamente:

"non ti preoccupare, caro, vediamo un po' che cosa sei capace di fare".

Zozzone: "eh, ma non si deve sapere.....".

Rebecca: "noo, non si deve assolutamente sapere......".

Zozzone: "ma su, con un pezzentooone, una Dirigente, la Vice-direttrice, per giunta.....".

Rebecca: "che lavora sotto di me, poi, vedi di darti da fare, altrimenti ti faccio trasferire in Sardegna".

Zozzone: "Trasferimento insulare? Oddio come è cattiva Lei....".

Rebecca: "insulare e inculare, ti faccio inchiappettare dai Portieri e caricare sul traghetto, a Civitavecchia!".

Scoppiamo entrambi a ridere all'impazzata, mentre io comincio a fotterla con la foga di una lepre, e lei apre il culo e stringe i denti.

Alla fine le chiedo un piccolo extra, mi sdraio io a pancia sotto sul letto e lei mi dovrebbe schiaffeggiare le chiappe nude in crescendo, finché non le dico di fermarsi.

Solo che Rebecca se ne approfitta per una piccola rivalsa, e al mio comando non si ferma affatto, anzi, picchia proprio sodo.

Zozzone: "aaahhh, pietà, ma che fai, sei impazzita?".

Rebecca: "eehhh, eehhh!!!!".

Scoppiamo un altra volta a ridere fragorosamente all'unisono.

Stavolta non me la prendo, mi sta bene, mi ha pagato il giusto, e oltretutto me la sono pure andata a cercare.

E poi, con questa faccia di culo che m'aritrovo, posso giusto porgere l'altra chiappa.
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