Mi ha emozionato molto. Un ricordo semplice e vero, capace di trasformare un piccolo ramo nell’immagine della vita che scorre. Poche parole, ma tanta dolcezza.
Cara Eos, vi ho letto una base astronomica decisamente accurata. Tuttavia, questi dati scientifici non risultano mai noiosi perché vengono immediatamente sdrammatizzati da immagini vulcaniche ed esilaranti, come il casco a prova di bernoccoli o le api che cercano di sopravvivere su Marte. Un racconto dinamico, ironico e piacevolissimo da leggere: un ottimo modo per ricordarti di farTi viva/o prima che ti inghiotta davvero qualche buco nero! Brava davvero! Un abbraccio!
Piacevole viaggio tra scienza e ilarità. Un abbraccio, cara Eos!
Caro Giancarlo con questi versi esprimi una critica ironica e provocatoria verso una società che sembra celebrare la tecnologia della guerra come se fosse un progresso. L’immagine dei “cervelli che scurreggiano” crea un effetto grottesco: la ragione viene ridicolizzata, come se avesse perso il senso critico. Il “Drone Day” diventa così un simbolo del paradosso di un mondo che può trasformare strumenti di distruzione in occasioni di festa. Attraverso il sarcasmo, i tuoi testi manifestano sempre una forma di ribellione , in questo caso, contro la normalizzazione della guerra. Bel testo .Saluti
Purtroppo Ninetta la tecnologia ci mette a dispozione mezzi veramente utili ma come sempre vengono trasformati in strumenti di morte.Un Salutone e Buona Domenica
Bella lirica: si percepisce l'essenza di un dolore lontano che fa ancora male. Una pena che scivola in un'incertezza straziante che disorienta. Mi è piaciuta. Ciao. Marina