PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 13/09/2021
trasbordo di sensi
improvviso silenzio trapela
da spigoli ambigui

fai presto

raccogliti in fretta
le ultime cose che sanno di puro

smaltisci al tramonto
le vesti consunte
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Oscura al massimo della potenza. Mi piace tantissimo.

il 13/09/2021 alle 16:33

Quel "fai presto" è un incitamento alla fuga da un se stesso ormai logoro. Rende molto bene il senso della precarietà e di un tempo che non è infinito.

il 13/09/2021 alle 17:50

Quel silenzio sembra più minaccioso di un boato! Spunti graditi! Saluti cari

il 13/09/2021 alle 18:54

Non la vedo così oscura. Forse perché il tema è lo stesso trattato in una mia vecchia poesia. Raccogliere quello che di noi è ancora umano prima che venga inquinato dagli automatismi a cui la realtà spesso ci costringe. La interpreto così

il 13/09/2021 alle 19:10

Leggendoti ho l'immagine chiara di un uomo che sta cercando di afferrare l'acqua. vi si contrappone l'idea che quando ci sentiamo più ricettivi verso ciò che ci sta attorno, spesso si crea una sorta di rottura simile ad un'eco di silenzio. di cosa si tratta? tu li chiami "spigoli ambigui". in un'idea di circolarità, come può esserlo il tempo o uno spazio equilibrato e che dona sicurezza, gli spigoli sono punti in cui ci si ferma, di "intoppo", ma non un intoppo bloccante. più tipo la collana in cui si impiglia il maglione. qualcosa che va accettato in quanto presenza, ma che in qualche modo ostacola un pochetto il nostro percorso. tu dai una soluzione a questo: la ricerca della purezza. e qui ancora vedo quest'uomo che afferra (o almeno ci prova) l'acqua, e mentre lo fa gli cola tra le dita ovunque e quasi allaga tutto. ma in fondo cosa sta provando a fare, se non arrivare lì dove giace il senso di purezza, mentre continua a scorrere? e prova a scorrere con lui, ma noi siamo cosi statici a volte, da non poterne afferrare che l'immagine.. tutto il resto fugge. conservando l'idea dell'acqua, mi avvio alla chiusa. al tramonto (e possiamo interpretarlo in tanti modi.. è la chiusa della vita stessa o anche solo di un periodo - qui c'è anche la nota positiva: dove c'è tramonto, significa che c'è stata un'alba e tutto un percorso che ha portato alla fine -) possiamo finalmente ritrovare quel senso di "pulito". ma è anche di più: ci stiamo liberando delle vesti sporche, dell'abito che abbiamo dovuto fino ad ora indossare e che ci ha portato a questa ricerca fino all'assurdo, di purezza. perché in fondo è questo il punto: liberarci da ciò che ci fa sentire cosi sbagliati nel mondo, cosi "luridi", è il solo modo per sentirci davvero meglio.

il 13/09/2021 alle 19:30

Non è molto facile discriminare sulle cose che sanno di puro specialmente se si ha fretta...e qui tutto fa pensare che la fretta debba esserci anche se ovviamente non ne viene addotto il motivo...probabilmente le cose che sanno di puro sono ambite da soggetti estremamente diversi come pare da quel trapelare di un silenzio improvviso che coinvolge tutti bravi e cattivi...d’altronde quegli spigoli ambigui, notevole metafora per definire gli individui, fa entrare sul palcoscenico della vita tutti i personaggi che per un motivo personale cercano consciamente o inconsciamente di intraprendere il sentiero della Conoscenza...si può ritornare a sorvolare lo scenario di quegl’ improvvisi silenzi perché l’esortazione di far presto anche se potrebbe sembrare troppo imperativa è consona a quel trasbordo di sensi evocato nell’ incipit di questo carme...d’altro canto il cammino della Conoscenza è irto e tortuoso ma, secondo me, è l’ unica scuola che porta alla consapevolezza delle cose che sanno di puro...l’ avvertimento di smaltire al tramonto (sono portato a pensare che la metafora voglia indicare la fine della vita…) le vesti consunte è molto bello perché sottintende di presentarsi a Colui che tutto conosce con nelle mani il frutto dell’ esperienza qualsivoglia possa essere...si spera che quelle mani possano stringere più cose che sanno di puro…; ai posteri...

il 13/09/2021 alle 22:21

Oscura. Nel senso che è di non facile disvelazione contenutistica o che l’effetto prodotto è di "scuro aroma" e di "nera colorazione"? Nell’uno e nell’altro caso affidati alle considerazioni/riflessioni che sono seguite al tuo gradito contributo. Ciao. ------------ aggiungerei al tuo commento “…me che, nella sua finitudine, si vorrebbe liberare dalle troppe zavorre che la vita ci costringe a portare sul groppone”. Ciao. --------------- E’ così come dici tu, proprio un forte (ma non minaccioso) boato. Ciao. -------- ora se ti va possiamo darci del tu. Ok? Ciao. --------- Ti sei lasciata andare come sai fare solo tu, “scavando, scavando” fino a trovare l’anima per accarezzarla. Questa è la tua bellezza, la tua capacità di sintonizzarti interiormente con l’interiorità degli altri. E’ dote incommensurabile, questa e tu la possiedi. Credo di aver detto tutto. Ciao. ------- Ho assaporato la tua dotta e accurata analisi a questo mio testo e non mi resta altro che farti pervenire un inchino seguito da un abbraccio, il tutto, sottinteso, virtuale. Ciao.

il 13/09/2021 alle 23:26

Ho notato che PH non decodifica bene alcuni segni di interpunzione e ha cassato i nomi dei destinatari di questo mio intervento. Lo riposto. ------------------------------------------------------------------ -Serena- Oscura. Nel senso che è di non facile disvelazione contenutistica o che l’effetto prodotto è di scuro aroma e di nera colorazione? Nell’uno e nell’altro caso affidati alle considerazioni/riflessioni che sono seguite al tuo gradito contributo. Ciao. ------------ -vinc.- aggiungerei al tuo commento “…me che, nella sua finitudine, si vorrebbe liberare dalle troppe zavorre che la vita ci costringe a portare sul groppone”. Ciao. --------------- -Sir- E’ così come dici tu, proprio un forte (non minaccioso) boato. Ciao. -------- -Dissidente- ora se ti va possiamo darci del tu. Ok? Ciao. --------- -In3s, In3es…- Ti sei lasciata andare come sai fare solo tu, “scavando, scavando” fino a trovare l’anima per accarezzarla. Questa è la tua bellezza, la tua capacità di sintonizzarti interiormente con l’interiorità degli altri. E’ dote incommensurabile, e tu la possiedi. Credo di aver detto tutto. Ciao. ------- -Rom- Ho assaporato la tua dotta e accurata analisi a questo mio testo e non mi resta altro che farti pervenire un inchino seguito da un abbraccio, il tutto, sottinteso,virtuale. Ciao.

il 13/09/2021 alle 23:54

Trovo in quel "fai presto" il centro di interesse, o meglio, la chiave di volta di questo interessante lavoro, in quanto posizionato a cavallo di due semi-archi esistenziali. Il primo indica il problema, il secondo la soluzione. Ma perché "fai presto"? Forse perché sono rari, e brevi, quei momenti di lucida autoanalisi che ci permettono di individuare, con precisione e chiarezza, gli elementi negativamente topici del nostro vivere. Se non si colgono nella limpidezza dell'intuizione svaniscono come i sogni, senza quasi lasciare traccia di sè. Fughe? Non mi sembra. Rinascite, ricollocamenti ideali in un mondo più adeguato e in un modo più consono a quell'ideale di purezza che ci ha attraversato vanamente per tutta l'esistenza. Sulla chiusa nessuna... chiosa: è magnifica.

il 14/09/2021 alle 08:55

Oscura, sì. L'ambiguità inquieta... un silenzio che trapela, confonde. Raccogliere le ultime cose, veste l'anima di malinconia. Questa poesia è un successone, secondo me.

il 14/09/2021 alle 17:31

Eriot. Non scherzi affatto, tu. Ci sei andato dentro con acutezza, brillantezza e maestria. Grazie, grazie.

il 14/09/2021 alle 19:11

Angela. Giuste le tue notazioni. grazie.

il 14/09/2021 alle 19:14

no, la vedo diversamente... i commenti sono strepitosi, ma non colgono, a mio avviso, l'essenza più intima e profonda della poesia... trascinati, infatti, dalla ineguagliabile bellezza della chiusa, nessuno si è concentrato su quello smaltire... in questo modo si è finito col conferire al testo interpretazioni, come dire, quasi rassicuranti... ma se così fosse, l'autore non sarebbe ricorso a smaltire ma, per esempio, a dismettere... ma quello smaltire, indica appunto che non esiste un "superamento", ma unicamente un eventuale "oltrepassamento"... quindi, ely, non si tratta, a mio avviso, di" liberarci da ciò che ci fa sentire ...luridi ... per sentirci davvero meglio", ma appunto, sentirci meglio nonostante il luridume che sarà sempre inesorabilmente in noi... non c'è nulla da fare, nietzsche batte sempre hegel...

il 14/09/2021 alle 20:16

grande fabri, mi fa davvero riflettere il tuo commento. hai ragione, la scelta dei termini sicuramente non è scontata ed è ponderata accuratamente. voglio allora concentrarmi di nuovo su questo scritto. lo smaltimento visto come "digestione di ciò che si è ingerito" ancora mi fa pensare ad un risvolto positivo però.. leggo accettazione nella fine, anche negli aspetti meno piacevoli. quindi incoraggiata dal tuo punto di vista, sì.. potrebbe essere il potersi guardare allo specchio "nudi" in ciò che siamo davvero, anche nella consapevolezza dei nostri "orrori". e il titolo, che finora avevo (lo ammetto) poco considerato, è ora un monito: non puoi fuggire, non serve farlo. lo capirai solo quando arriverà quel momento di "fine" e riuscirai a vederti per ciò che sei. sempre meno oscuro per me, apopi. moltissimo profondo, invece.

il 14/09/2021 alle 20:28

Ho trovato: "Oltrepassamento e superamento" di Alfredo Maria Bonanno, un anarchico di Catania.

il 15/09/2021 alle 08:34

soprattutto, direi... per approfondimenti, consulta: 1) Teoria dell'individuo. Stirner e il pensiero selvaggio; 2) Zarathustra. Sul sito "Edizioni anarchismo" li trovi in Pdf... saluti...

il 15/09/2021 alle 11:33

Grazie Rav, penso che un'occhiata la darò volentieri.

il 15/09/2021 alle 12:01

Non so cos'altro potrei aggiungere, dopo questi commenti così belli e pieni. Molto piaciuta perché profondamente personale ma, nello stesso tempo, così vicina.

il 15/09/2021 alle 12:41

Smaltisci il male al tramonto e porta il bene alla nuova aurora,Un Saluto

il 15/09/2021 alle 12:57

Rav, mi ha portato a domandarmi, ancora una volta e l’ho fatto già tante altre volte senza venirne a capo (non in chiave esistenziale), ….ma a noi, per chi e per come siamo, cosa è dato? Che il pensiero abbia sempre tentato di andare oltre la conoscenza è innegabile, altrettanto innegabile è che non sono solo i conati razionali a smuovere sic e simpliciter la materia unica e poco esplorata dell’essenza. La quesrtione qui aperta è di una portata immane, apre voragini che nessuno mai è riuscito a esplorare per colmarle. Questa nostra finitudine è il limite oltre il quale ogni passo in avanti compiuto con la ragione è vano, anzi direi vuoto. E allora, torniamo alla domanda iniziale, a noi cosa è dato? Quale il balzo da compiere, oltre la ragione, per tentare il riscatto? Il dominante conformismo ci deforma, ci costringe ad essere prigionieri di noi stessi e, aberrati dalla quotidinità che lo scorrere della vita ci propina, difficilmente riusciamo ad avvertirci puliti (non in senso coscienzale che è d’altra natura e provenienza, ma nella nostra interiorità). E allora ecco che (senza scomodare nietzsche, hegel o l’anarchismo di Bonanno, richiamato da Vins, per evitare di aprire ambiti di discussione e confronti, sul piano speculativo, non contenibili negli striminziti spazi –in senso lato- di PH), trovo giusto il suo (di Rav) dire: “ non si tratta di liberarci da ciò che ci fa sentire ...luridi ... per sentirci davvero meglio", ma appunto, sentirci meglio nonostante il luridume che sarà sempre inesorabilmente in noi. In3s. no! Non si può fuggire, né la nudità ci lava senza la conasapevolezza del nostro accumulare luridume. Genziama. Ti sono grato per il tuo passaggio. Gpaolacci. Sarebbe auspiabile smaltire al tramonto e rinascere all’aurora, sarebbe veramente salvifico. Grazie.

il 15/09/2021 alle 23:01