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Pubblicata il 26/08/2021
Più d'ogni melliflua parola,
d'una donna rivela
la stizza sincera nella voce,
crine d'archetto su corde di violino,

se vile o nobile ne sia il legno,
pura o corrotta l'armonia,
sia ella dama o popolana,
scialba o stupenda,

quanto teatro
nel sorriso e le pupille viva,
quanto stridente
l'intima natura bruscamente affiori,

se un poco d'amore, affetto,
o d'essi sete,
verso colui che investe ella abbia,
o verso altrui,
il petto a illanguidirne,

ovvero siano i suoi
fiori del deserto,
dalla lunga vanità senza profumi,
che al proprio buon piacere,
con spregio e condiscendenza,
tutto e tutti immolano.
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