Pubblicata il 17/11/2020
Non percepisco
l’abbraccio stritolante del tempo.
non mi affanno
nel volgere veloce dei calendari.

l’avvicendarsi delle stagioni
mi torniscono,
mi danno rotondità azzurre,
mi avvolgono l’anima di desideri nuovi.

come scialle tarlato mi getto alle spalle
le vicende dolorose, e gerle da affastellare di vita
attendono di essere colmate.

le delusioni mi forgiano
rendendo lucentezza alla ruggine dei giorni,
e la polvere di ore da rimuovere sul viso
è il mio assillo incessante.

con carezze di sorrisi
distendo le rughe insidiose
che dell’anima vorrebbero
ghermire la bellezza.
ho fatto mio
il pianto delle allodole ferite
ed ho potere di trasformarlo
in sinfonie inedite e suadenti.

come fenice innamorata
mi avviluppo al destino
in cerca di ulteriori primavere,
e dal sogno mai sopito
nuove planimetrie mi si schiudono
nell’attesa di cieli da solcare.

sono sbiancate a migliaia le lune,
ed ho sfidato secoli di oblio
ma ho imparato a rinascere
dalle mie ceneri,
allattandomi di Musica e Poesia.
  • Attualmente 4.8/5 meriti.
4,8/5 meriti (5 voti)

Camminando in praterie di Pace

il 18/11/2020 alle 08:30

Mi permetto di soffermarmi su :"le rughe che ghermiscono la bellezza dell'anima". Ciao.

il 18/11/2020 alle 10:31

Malalunaa, grazie per il tuo intervento. "Camminando in praterie di Pace" potrebbe essere l'incipit di una poesia. Grazie

il 18/11/2020 alle 10:41

Anche l'anima ha le sue rughe... Grazie Mitri. Ciao

il 18/11/2020 alle 10:42

Piacevolissimo testo...

il 18/11/2020 alle 20:15

Gabriela, grazie per la tua presenza. Un abbraccio

il 19/11/2020 alle 17:52