Pubblicata il 12/10/2020
L'amicizia vera.

si c'hai uno o più amici,
artro che tesoro,
nun c'è bisogno che ‘o dici,
hai trovato ‘n monno d'oro.

infatti l'amico vero,
nun da mai gnente pe' scontato,
deve esse sempre sincero,
e nun lasciatte inascortato,

pure se nun è 'mportante,
‘na risposta te la deve da',
nun deve esse scostante,
sinno' che ce sta a fa'.

dice, ma tanto semo amici,
pensanno che gnente t'è dovuto,
ma allora si è come tu dici,
co’ chi me sfogo, co’ uno sconosciuto.

perciò ricordamose tutti quanti,
pe’ ‘na risposta o quarsiasi cosa sia,
l'amichi quelli ‘mportanti,
te risponneno sempre co’ cortesia.
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La conoscenza del romanesco mi pare un po' debole! Un esempio?: una volta scrivi "amici" ed un'altra "amichi". Ti consiglio la lettura dei tre grandi: Belli, Trilussa, Pascarella. Ciao! ;-)

il 13/10/2020 alle 01:15

Non debole forse errata, in questo caso non ho fatto caso alla parola amici, però credimi il romanesco arcaico di Trilussa e di Belli sarebbe poco comprensibile per i più, io scrivo come parlo quando lo faccio per narrare un mio sentire, diciamo dialetto romano moderno, che è simpatico, ma non ha l'ardire di emulare tre grandi poeti come quelli che hai menzionato, alla Enrico Brignano, solo che in versi. Ciao, grazie per la segnalazione.

il 13/10/2020 alle 03:28