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Pubblicata il 03/05/2020
premessa

il testo seguente mi è stato ispirato dalla vicenda di un mio conoscente, unitosi in matrimonio con una donna d'avvenenza, censo, cultura ed estrazione sociale ben superiori, senza che ciò potesse intaccare il profondo amore che li legava.

Mia Regina sei,
io soltanto Principe Consorte,
triste Quasimodo,
del sorriso della mia leggiadra Esmeralda incredulo,
ma quanto caro
mi è il tuo dolce giogo,
malvagia Strega e Biancaneve insieme,
quando,
unico al mondo,
la signorile voce ,
sul registro del comando
da sempre impostata,
odo tremare
di sollievo e fragilità,
negli occhi innamorati
scrutando il tuo diletto,
quando nella notte scura
un incubo mi desta,
e subito m'accarezza
il calore del tuo magro corpo,
e la regolarità del respiro lieve
è come un abbraccio forte,
che rapido,
nuovamente m'immerge nel sonno sereno,
felice perchè è viva e sta bene
la mia segreta fanciulla.
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