Pubblicata il 23/01/2020
ho un rumore di infecondo nella parola,
un tremore di secondo nelle lenzuola:
ed ho subito disfatto il petto.
ho un colore di ricordo nel sudore,
un vapore disadorno nel candore:
ed ho subito disfatto il letto.
t'ho sognata come mai sei stata:
la prima goccia che fa pioggia.
t'ho sognata come mai sei stata:
la prima torcia sulla soglia.
ma ora sono sveglia
e non so di cosa ho voglia.
il tuo sguardo mi circonda,
le tue mani sono ombra,
il tuo profumo la mia onda.
e non so di cosa ho voglia.
ho un calore furibondo nella gola senza voce,
un timore di ritorno nella stanza senza luce
in cui son segregata
ed ho paura.
t'ho sognata come mai sei stata,
la mia radura.
e così ti ho allontanata,
spaventata:
t'ho sognata come mai sei stata,
la mia sventura.
ed ora che son sveglia
non so più di cosa ho voglia.
il tuo corpo mi rimbomba,
la tua voce mi sprofonda,
il tuo profumo è la mia sponda
ed io una lenta onda
che fatica a carezzarti...

dunque ti supplico
con preghiere antiche
di parole segrete
mai pienamente
pronunciate:
lasciati amare
e lasciami libera,
lasciami amare
e lasciati libera:
voglio saper restare spalancata al mondo
nonostante il tuo tocco profondo di mare.
voglio saper restare.
voglio
saper
amare
senza chiudermi
mai
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molto bella, mi piace il tuo modo di scrivere un po' lungo per me che sono "stringata" ma piacevole ed emozionante, complimenti

il 23/01/2020 alle 14:17

Complimenti l'autrice ci regala una poesia che fila veloce, molto belle le rime e le assonanze che trovo originali.

il 23/01/2020 alle 14:47