Pubblicata il 18/07/2019
A un'ora di notte
mi si presentò Venere
e intorno le stavano
tre piccole stelle
e quantunque le credessi
del numero delle fisse
mi destarono una certa meraviglia.

All'ora terza apparve,
non vista, una terza stellina
che dalla parte orientale
quasi lambiva le sue spume.

Residuava una stella ad Occidente,
era la più piccola,
le altre sorelle alquanto maggiori.

Si dipanavano sulla medesima retta
secondo la linea dello Zodiaco
se non che quella di centro
piegava un poco verso Austro.

Il giorno 12 il tempo fu nuvoloso,
attesi tutta la notte
ma la mia speranza fu vana.

Il giorno 13
a ore zero e 30 minuti
la disposizione del mio cuore
virò d'impeto sul celeste
perchè la Volta
singolarmente s'era fermata
e tra le braccia cullavo
l'unica stella da sempre sognata,
una stella dagli occhi verdi.
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Una elegante trasposizione del Sidereus, che vira decisamente, è il caso di dirlo, in poesia. E hai fatto di meglio perché non hai trovato un satellite, ma una stella vera e propria...

il 18/07/2019 alle 15:29

la disposizione del cuore sa, meglio di qualsiasi cosa, riconoscere quale stella brilla di più per poi trattenerla. Bella, come ogni tua che proponi.

il 18/07/2019 alle 19:30