Pubblicata il 09/05/2019
Lo diamo per scontato:
si parte da un bocciolo,
schiuso poi in un fiore,
che si fa presto frutto rotondo
nel caldo e colorato viaggio
verso l'estate.
se invece una pesca polposa
maturasse verso l'acerbità;
se scolorisse lentamente ai raggi del sole,
e infine regredisse a petali sottili e pallidi?
mi ponevo questa domanda
dopo un sogno tormentato,
dove con la testa pesante
per l'eccessiva ebbrezza,
bevevo da boccali colmi
di sonagli, caramelle,
biglie e bamboline.
un rimedio crudo e disperato
per tentare di tornare
il germoglio di me stessa.
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...La Poetessa si interroga, apparentemente in una piccola crisi di sconforto, se sarà ancora capace di ritornare bambina quindi a ritornare ad imparare per non più scolorire ai raggi del Sole...la Poetessa certamente riprenderà il cammino sul sentiero della Conoscenza...

il 09/05/2019 alle 23:46

Una regressione consapevole e quasi dolorosa, rappresentata magnificamente. Il resto l'ha detto molto bene cantorom. Complimenti.

il 10/05/2019 alle 07:00

Nei residui ancora freschi di un sogno, quando la mente vaga ancora come un fragile guscio d’uovo, la Poetessa riflette intensamente sulle valenze simbolico-interpretative delle raffigurazioni emerse durante la “tormentata” incursione onirica. Appare subito evidente che nella fattispecie siamo al cospetto di quella tipologia di sogni che esprime un desiderio inconscio represso o, comunque, non immediatamente estrinsecabile nella realtà quotidiana. Sullo scenario, infatti, appare una sorta di Amanda dionisiaca che, “con la testa pesante per l'eccessiva ebbrezza”, si abbevera al calice mai contaminato della fanciullezza e della purezza primordiale, nell’affannoso e impellente tentativo “di tornare il germoglio di se stessa”. Ecco allora che l’antinomia tra tutto ciò che superficialmente “diamo per scontato” e l’amara realtà dell’implacabile inaridimento e snaturamento complessivo, affiora, come sottolinea Erriot, in una forma di “regressione consapevole e quasi dolorosa” nell’empireo impalpabile e impenetrabile dell’Anima, lì dove sovrastrutture, infingimenti e sovrapposizioni sono estromessi da qualsiasi conduzione razionalista ed empirico-esistenziale. Analogamente a tutte le altre composizioni dell’autrice, dunque, anche in questa circostanza si staglia dirompente quell’abilità e quella raffinatezza poetica in grado di esprimere concetti profondi con suggestioni e accostamenti garbati, sobri e privi di sterili preziosismi autoreferenziali. Ed in effetti, come rimarcato anche da Rom, non altri sono i modi per “riprendere il cammino sul sentiero della Conoscenza” e, aggiungerei, addivenire allo stesso tempo al recupero e alla riproposizione istintuale di quella smarrita condizione iniziale, di quella nostra, vale a dire, più intima, autentica e sacrale natura umana.

il 10/05/2019 alle 15:59

Quando il presente non appaga nessuna tua aspirazione....nessun tuo desiderio il sogno è quello di...... ritornar bambini .... profondo testo che qualcuno ha saputo analizzare....

il 10/05/2019 alle 17:50

Mi sembra un capolavoro, sono bellissimi i commenti e mi fa molto piacere. Dirò una stupidaggine ma l'energia che ne scaturisce sembra quella di una poesia della Dickinson.

il 12/05/2019 alle 08:25

Grazie di cuore a tutti per aver speso parole riguardo ai miei "pasticci", ancora c'è tanta esperienza per me da guadagnare e faccio tesoro di ogni pensiero che leggo. Vi auguro una bella e serena serata! Un abbraccio

il 13/05/2019 alle 20:40