Pubblicata il 18/04/2019
Il capo chino incontro al pavimento,
in mano il cellulare,
i pollici che vibrano all’unisono,
alla ricerca non san più che fare,
lo stomaco in rivolta dal tormento,
smile che sorridono,

manine blu al cielo ci deprimono.

e noi sempre più curvi, le parole
sepolte nella mente,
rapita e sopraffatta da quel niente,
morenti son le rose nelle aiuole,
lo stomaco che duole,
ci implora di cambiare con coraggio,
schiacciati nella stessa direzione,
ci hanno preso in ostaggio
quei tasti con la loro assuefazione.

ed al pronto soccorso qui in attesa,
un uomo sta leggendo
dentro al bel cellulare ipnotizzante,
vicino ma distante,
sembra felice, invece sta soffrendo,
dal mondo sta fuggendo.

di colpo, all’improvviso un imprevisto
zero è la percentuale,
alzando il capo chino ha poi intravisto
il sole giallo e ha detto -niente male-.
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il "vicino ma distante" dice tutto,ma anche la chiusa è molto calzante,con quel bel sole che finalmente riesce a farsi notare.Bella e vera.

il 18/04/2019 alle 14:17

Ciao Genziana, grazie per il commento, molto gradito :-)

il 18/04/2019 alle 14:44

Nonostante ci abbiano preso in ostaggio quel sole giallo nel finale e' qualcosa di anormale nel normale non esistendo piu' e chi conosce puo' riscattarsi,piaciuto lo scritto

il 18/04/2019 alle 15:17

Gpaolocci, grazie per il commento :-)

il 18/04/2019 alle 15:27