Pubblicata il 13/03/2019
Me svejo tutt'ambotto a la matina
che già me frulla 'n testa 'na quartina
pe' colazione ar posto der cornetto
me magno er cappuccino cor sonetto.

Verso la mezza c'ho la frenesia
da famme du' braciole e 'na poesia
e co' la pasta all'ora der tramonto
nun po' mancà l'abbozzo de 'n racconto.

E si Ninetta nun me scalda er letto
me pijo 'na penna e me la stringo ar petto
so' poche 'nfonno le gioie de 'sta vita
nun c'è la penna?... m'abbasta 'na matita.
  • Attualmente 4/5 meriti.
4,0/5 meriti (8 voti)

Aò... ma ce fai o ce sei... romana? l'ho letta, è simpatica ma sti du' verzi nun vanno bbene!!! Verso la mezza ciò... Si scrivere come si fosse ' verbo ciavere; altrimenti si leggerebbe cò!!! E st'artro verzo ha da sonà così: - nun me scalla 'r letto - ciao ciao

il 13/03/2019 alle 18:46

Ce faccio che nun so' romana, la città eterna m'ha solo adottato un ber pochetto de tempo fa. C'è so' che m'arzigogolo a provacce anche si nun so bona... aiuteme Gabbry, quanno che me scappa l'erore famo che me lo dichi. Aò si poi sfonno e me metteno fra er Belli e Trilussa, un po' de gloria tocca pure a te che m'hai 'nsegnato. E dajè.

il 13/03/2019 alle 19:37

molto bella.Che poi,alla fin fine,mi ci sono rivista perchè qualche poesia mi è nata pure nel bel mezzo della notte,quando mi frullavano i versi per la testa e per non dimenticarli prendevo carta e penna per annotarli e svilupparli meglio appena alzata.Ma anche mentre viaggio in auto.

il 13/03/2019 alle 20:09

Simpaticissimo vernacolo, apprezzato

il 13/03/2019 alle 20:49

È così Genziana, è quell’urgenza di fissare il concetto che sembra risponda esattamente allo stato d’animo del momento e che trascriviamo con tutto quello che possiamo e abbiamo a disposizione. Risale a pochi giorni fa un’episodio sulla metro; un gruppo di adolescenti, una ragazza che sembra astrarsi dal contesto per chiedere una penna, lo fa rivolgendosi agli amici inizialmente, poi chiede un po’ a tutti ma il caso vuole che nessuno l’abbia. Ne seguo lo sconforto e solo dopo ne realizzo il motivo. Cerca la matita per gli occhi nella borsa e con mano rapida trascrive qualcosa su un pezzo di carta, vedo che si accorge di me, mi sorride e aprendo le braccia mi dice che “ è un’idea che se non la fisso va via e poi non la riprendo”. Le piace scrivere, mi dice, e noto che avrà sì e no dodici anni. Beh, insomma, non c’è età per questo amore e quando lo intravedo nei ragazzi è motivo di gioia.

il 13/03/2019 alle 21:14

oltre ad esser scritta bene è anche spassosa, e che te pare poco de sti tempi?

il 13/03/2019 alle 21:15

Ci provo Archana e “si er pubblico me regge er gioco” provo talvolta a giocare. Grata per tutte le correzioni che si volessero apportare, giuro che ne tengo nota.

il 13/03/2019 alle 21:18

Artù tieni presente che non ho messo cuore né amore in ben dodici righi, “ je dichi poco pe’ ‘na principiante?” . Il sorriso va benissimo, in questi tempi e in tutti i tempi se lo si usasse un po’ di più sarebbe tanto di guadagnato. Lietissima per il tuo passaggio e per quello degli altri autori.

il 13/03/2019 alle 21:24

Anche giocando si impara e stai sulla strada bona ,un saluto

il 14/03/2019 alle 09:45

Ciao Gpaolocci. Alle volte serve uscire un po' dai binari del proprio stile e la giocosità in poesia è talvolta efficacemente complementare. Ti saluto capo, un piacere averti qui.

il 14/03/2019 alle 13:13

Un episodio... e non un'episodio , correggo l'errore fatto nella risposta a Genziana. Passi per il vernacolo arrangiato ma l'italiano... beh, insomma ho rimediato.

il 14/03/2019 alle 14:55