Pubblicata il 12/02/2019
una voglia di stare
da solo in spiaggia
a guardare lontano

magari due passi
se ce la faccio
sul molo
poi seduto un poco
giù al faro

quando sul tramonto
questo mare d'inverno
fa compagnia in fondo

con il suo fiato a salire
onde più alte
a coprire
avvolgere
dentro

e le ferite nascondo
baveri alzati
d'un brivido
a provare il confine

volando via
gabbiano
controvento
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c'è un confine a tutto, o un limite...non giova nemmeno starsene da parte come lo sono stato in questo tempo di cui ringrazio il sito, qualcuno ha voluto denigrarmi postando messaggerie del tipo fb...solo perché non mi sono sottoposto al loro vaglio ( o raglio? ), solo perché sono un tipo riservato e schivo, qui mi sfogo tra poco uscendo , voglio dire che come già detto la mia permanenza per vari motivi personali non andrà per le lunghe, così qualcuno si sentirà sollevato….,solo il giusto tempo di un percorso come farò con la prox "al vecchio caffè" , un giro con voi attraverso i miei ricordi e le correlate pagine del mio diario, così antico che a sfogliarlo ci vuole una protezione antipolvere...dopo tutto sono stato bene con quei pochi lettori che mi hanno letto dentro, confermo di aver bannato qualche saccente che credeva in un delirio di protagonismo qui su Ph volendo fare il demiurgo masticando plastica o sedendo al wc, e a chi mi vuole allergico alle competizioni o alla normale dialettica o quello che si definisce un sano interagire con le opposizioni, io dico solo questo, e rimane scritto nelle precedenti composizioni, non amo la definizione poeta, abusata e strabusata, e nella mia non finta umiltà ho di per me medesimo definito più prosastiche e prolisse e descrittive le mie pagine, che partono da un duro diario di collegio atavico, oggi lo definirei diario esistenziale o di bordo alla navigazione... e nei siti precedenti che ho frequentato sono stato apprezzato per questo, invece qui ho dovuto faticare per farlo entrare nella zucca di certi esimi minus habens che fanno filastrocche da osteria , io d'altro canto scrivo con serietà, non vado per concorsi né pubblico un cavolo di libro e come è stata l'educazione di mia madre, rigo dritto, D R I T T O !!! sia chiaro eh, da sempre e per sempre, ora vi saluto caramente, manca ancora un poco di strada, facciamola insieme con calma, poi vi lascio, non prima di avervi stretto la mano a tutti, o quasi...mi sono permesso di preoccuparmi per Ginni, anche Cantorom , preoccuparmi nel senso di rivolgere con affetto due parole di conforto, per la loro solitudine, ecco la mia compagna, che magari mi fa rintanare e non sono uscito a leggervi, mi scuso, ma poco mi si addice commentare, e non lo dico per crearmi alibi, ecco non lo so fare, qualche volta ci provo, ma con esito che mi fa dopo star male nel rileggere quello che di getto scrivo, e così compongo le mie, sì, di getto, come quella che ho scritto sul confine di una crisi come dire esistenziale, sul confine di...bè è meglio lasciar stare, chè della sofferenza estrema ne sto attraversando e pure voi quanti problemi avete, ok ok statemi bene, anzi benone, vi voglio bene perché ho diviso con voi i momenti di un racconto intimo, analizzando per filo e per segno le mie stanze, il mio vecchio paese, dico la mia vita, ora sono stanco, ….ciao vir

il 12/02/2019 alle 17:24

C’è un diario di bordo che ci accompagna talvolta dall’età della ragione o forse, come amo pensare, della “passione”. Qualcosa condividiamo, qualcosa teniamo in serbo perché sia solo nostra e ci faccia compagnia sino alla fine della traversata, sai, oltre i siti e i commenti che arrivano e passano, resta il mare delle emozioni personali. Siamo un po’ tutti gabbiani controvento Puerlongaevus, ed è quel vento comune che ci tiene in quota. Un saluto e una stretta di mano.

il 12/02/2019 alle 18:33