Utente eliminato
Pubblicata il 05/04/2018
Osserverò mai lingue morbide di tramonti
sottobraccio a chi amo e mi amerà?
si stringerà l’orizzonte mai a seducente coro
un canto di infrangibile sentimento intonando?
desiderio mi riscopro
lacerato e inconcludente
d’un’ identità di anima di cui né forma né colore conosco;
passi tremanti affido a frammenti di strade
di solitudine inestirpabile olezzanti
percorro, ripercorro, trascorro
lame di assente saggezza sono i giorni
di empirica appartenenza orfani.
scaglie sanguinanti d’impotenza
sono le lacrime che nel gelato scivolano
lente e irrefrenabili
di preghiere inaccolte il volto severo possiedono,
mai si dipanano i dilemmi esistenziali,
su istanti che l’uomo osservano, sempre uguali.
ma che sarà in fondo l’amore,
scomposto urlo di chi non si ama perché inamato,
o il rumore pugnalante di quanto esser poteva e non è stato?
si compone un rituale di stanchi risvegli
nell’anelito irreprimibile
al bagliore di un rinfrescante rinascimento.
e i tramonti sempre sorridono
le braccia indifferenti del sole morente allargando.
solo su un’esile panchina parlo con la domanda di sempre:
verrà il tanto disiato amore, donato e ricevuto?
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cìè una canzone che dice che l'amore è veleno..... magari non cosi potente,ma corrode anima e corpo se non trovi un' armonia ---solo il tempo smussa angoli ma evitare il rischio di assuefarsi è dura, richiede un dialogo continuo, non sempre fisico, ma d'anima ....ciao

il 07/04/2018 alle 08:16