Utente eliminato
Pubblicata il 24/03/2018
Il sangue era schizzato
ma la voce era la stessa
il sintomo, gli dissero,
era senza implicazioni

eppure la più incerta
sapeva del silenzio
ma come in un ricordo
sembrò quasi assecondare

i giorni successivi
si videro i legami
è già dopo il digiuno
nessuno più credeva

il seguito fu per sempre:
il trasporto
l’annebbiamento
il corpo abbandonato

io potei dargli
solo un’altra morte
e dirgli che domani
saremmo ritornati.
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eccellente

il 24/03/2018 alle 15:47

Versi forti di una penna silenziosa e commossa a cui il poeta affida le sue domande senza chiedere risposta.

il 24/03/2018 alle 17:18

Il Poeta in questi anacronistici versi innesta un meccanismo freudiano che si ripeterà, probabilmente, fino al termine del tempo...c’è nel subconscio del Poeta un riferimento alla tragedia del Colle del Teschio ?...sembra che velatamente alla fine il Poeta accenni ai reiterati tradimenti dei mortali che continuano, così, a perpetrare la vergogna del Colle...nel corpo della composizione poetica passano i millenni trasudanti di Storia...forse nell’ affermazione finale c’è anche la voglia di Conoscenza per provare a cambiare, forse per chieder perdono….o forse io, semplicemente, vado fantasticando...

il 24/03/2018 alle 17:53

Nonostante la situazione ,l'ultima strofa gli da' forse l'ultima illussione ,un saluto

il 26/03/2018 alle 11:30