Pubblicata il 13/01/2016
Di quali inverni io avrei coscienza/se a d'essi/non proietto alcuna mia sostanziale forma/cancellato dalla folla meccanica/di una grigia città/vedi cara/in disparte, dietro le ruggini del tempo/sequenze d'attimi compongono un tuo ricordo/concedendo al mio spirito/la bramosia di trapassare indolore/la tua effigie lucente.Ho una percezione approssimativa/di tutto ciò che attorno muore e si rigenera/che scorre e muta/ora,posso solo scorgere/appeso ad un ramo malato/lo scheletro dei miei giorni perduti/e incasellare nell'errato ordine/i profumi che addietro reputavo famigliari/di questa mia terra/come se d'improvviso essa/risultasse a me straniera./È giunta l'estate/cui la luce filtra/dalle mie mani in protezione del viso/senza che io ne colga l'effettivo calore/ma la bocca del cielo sembra divorarmi/sembra poter ferirmi nuovamente/gli angeli si ergono sfiorando l'infinito/e muovono le tue labbra in parole leggere/con dei fili di luna/è forse un sogno?/un tuo disperato richiamo?/se così fosse non lasciarmi solo/dinanzi a questa corteccia/ intagliata di cuori ancora pulsanti/rammenti?qui tutto incominciò/e solo qui il vento mi riporterà da te.
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Stupendi versi scritti con discernimento!

il 16/01/2016 alle 10:10

la bocca del cielo sembra divorarmi, Notevole !

il 03/07/2017 alle 22:31