Pubblicata il 10/07/2014
affondo il mio passo di granito
nella sabbia delle corsie..
ti raggiungo, sosto davanti al tuo lettino
mentre sogni terre sconfinate;
sei ferito.
la tua ala sanguinate
non ha più la forza delle lunghe traversate.
sei ferito.
abbracci lembi di cielo
mentre pronunci un nome,
il tuo nome,
per non dimenticarlo,
per non perdere la strada
d’azzurro asfalto
che ti riconduca al faro
orfano dei tuoi sorrisi,
accarezzato dall’ultimo asfodelo
come gladio di Luce divina
a diradare ombre d’esistenza.
lotta, lotta, lotta
non permettere che la vita diserti le tue vene
sròsati ancora di pure meraviglie,
inebriati ancora d’infinito.

carlito, figlio mio…
io te lo chiedo ”Vivi !”
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Tempo fa su questo favoloso sito scriveva un certo Carlito...una persona splendida...aveva un blog chiamato "Il Guardiano del faro" questa poesia la scrissi per lui, quando seppi che era ammalato...Ciao Carlito, dovunque tu sia!

il 10/07/2014 alle 10:47

e ci hai messo il cuore...spero tanto che C arlito possa leggere questa bellezza marinella

il 10/07/2014 alle 11:04

la conosce già perché è datata cara Amica Marinella!

il 10/07/2014 alle 12:23

Commovente questa tua dedica, denota un animo sensibile.

il 11/07/2014 alle 06:46

La supplica di una madre non puo' lasciare che un groppo alla gola ,che in questo momento la forza sia con voi . un saluto

il 14/07/2014 alle 18:12

Carissimo Paolo, nel mio primo commento spiego le circostanze che mi portarono a scrivere questa poesia...per un poeta del sito, Carlito!

il 15/07/2014 alle 10:38

Meravigliosa dedica, Bravissimaa

il 15/09/2014 alle 17:54