Pubblicata il 19/09/2001
Dall'archivio della II edizione del premio "I. Giordani"
di D. Luiso

Sull'onda stanca di un cavalcavìa
si dimenava astioso un fiume d'ombre
tra gli orologi e gli accendini stesi
sui letti d'ambra d'una stuoia untuosa.

In basso un logorìo di treni e ferri,
binari anagrammati in sei caselle
e voci sparse con definizioni
alla rinfusa (privi di riscontri

i suoni articolati con due segni).
Un uragano di rimorsi assenti
e di cartacce, un nugolo di passi
e un calpesiìo di sagome affannate.

Sul cruciverba del cavalcavìa
sillabe sciolte sopra le abrasioni.
In uno spazio bianco in abbandono
mi sei venuta incontro o stavi ferma.

Avevi gli occhi spenti (lo scirocco
sciamava la sua fame di ferite),
ti dissi che ti amavo e il vento bieco
spruzzò due foglie secche sullo schema.

Una parola definita male,
un motto rattrappito su una croce
di legno divorato dalle tarme
o un rebus gorgogliato nell'asfalto.

Oh questo amore un lungo scioglilingua
e la mia bocca screpolata al sole.
E scrissi che ti amavo in due caselle
non calcolate per definizione.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)