Pubblicata il 08/07/2010
Un sarcofago
nel mare di scirocco,
ondeggiava
sulla mia indolenza,
pesando sui miei sogni
ad occhi aperti, così li chiusi...
Uomini e donne
abbondanti, passeggiavano
e non mi lasciavano il tempo
di usare parole
per trattenerle.
Trascinato dalla folla
inseguivo il mio sogno:
il catafalco della democrazia,
che si allontanava viepiù.
Ovunque persone che smaniavano,
terribile processione
di morti viventi
gli occhi spalancati ma ciechi:
putridume di desideri.
Tamburi roteanti
scandivano gli sconti
della stagione democratica,
ce n’era per tutti
di quella finta stoffa
che copriva l’orrendo
corpo slabbrato.
Truffatori normalizzatevi!
Alla duemillesima sanatoria
faceva eco il silenzio assordante
della truppa gaudente.
Servi, puttane e prestanome
tutti avevano spazio,
tutto a cosce all’aria
tutto a vista e niente chiaro,
si nascondeva nel catafalco,
che sulle nostre teste
dai noi stessi spinto,
avanzava verso dove
non lo vediamo,
perché nascosto
dai nastri e lustrini
del “sempre-festa-con-noi”.
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