Pubblicata il 26/05/2009
Ammantata di bianco
Ti presenti.

Un attimo,
un silenzio lungo una vita...

Cala intorno
un velo d'angoscia,
Bianca Culla
una luce si spegne.

Tua è l'Anima Candida
in un viaggio infinito
Nulla ti ferma...

Il Tuo Tempo
non è il Mio Tempo.
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Ho pensato, leggendola, ad una nascita prematura che ha preso il suo andare ma altrove, non su questa terra...
Molto bella e quasi dolorosa (ma di un dolore tenero tenero) la chiusa.
Queste le mie sensazioni.
Molto bella...
Un caro saluto,
Pau

il 26/05/2009 alle 13:36

Poesia molto bella...
"un silenzio lungo una vita...
......
Il Tuo Tempo
non è il Mio Tempo"
Quando si ha la capacità di mutare un dolore in uno struggente tenero sentimanto di amore...si è poeti dentro.
Bravissima Audrey.
melenio

il 26/05/2009 alle 14:42
Jul

Bella. Spesso i tempi non coincidono ma un attimo riempie molti significati.
Jul

il 26/05/2009 alle 15:47

Trasmette tristezza ma non angoscia questa dolce poesia che hai scritto così bene.Un saluto:T.

il 26/05/2009 alle 16:07

La ringrazio comunque del suo commento...accetto le critiche...quando sono costruttive. Sono convinta che la poesia sia una fotografia dell'anima. La mia nota puo' sicuramente non piacere...è soggettivo.
In ogni caso, non voleva essere "cimiteriale" bensi ho cercato di trasmettere il "mancato amore"...in questo caso, fraterno.
E' Poesia qualsiasi emozione dell'anima...

il 26/05/2009 alle 22:24

il tempo ha dei ritmi alterni ,siamo entità in uno spazio che solo il sentimento unisce , qui il dolore di un sogno segue il vento,abbraccione cate

il 29/05/2009 alle 09:52

Questa è Poesia... Questo è l'Essere che parla e si disvela...
Non badare alle farneticazione di quel povero giullare, se fosse un critico, se fosse un dotto, potrei inchinarmi, ma non è né 'uno, né l'altro.
Se fosse tale, avrebbe potuto citarti Heidegger e il suo pensiero sul linguaggio poetico:
"Le rivelazioni dell’essere avvengono nel linguaggio poetico. Tutto quel che l’uomo può fare è meditare sul linguaggio. Il pensiero in questo caso può avere una funzione preparatoria in vista dell’oltrepassamento (Verwindung) della metafisica (cosa che avverrà, se avverrà, solo per un destino e una iniziativa dell’essere, non certo dell’uomo). L’essere parla all’uomo, si rivela nel linguaggio. Non certo nel linguaggio scientifico, strutturato per descrivere gli enti, né nel linguaggio inautentico della chiacchiera, bensì nel linguaggio autentico della poesia (linguaggio non definitorio, non concettuale, allusivo e simbolico). La poesia è il linguaggio aurorale, primitivo, è un dono dell’essere (che i poeti confusamente avvertivano come ispirazione delle muse, degli dei). “Il linguaggio è la casa dell’essere. I pensatori e i poeti sono i guardiani di questa dimora”, scrive H. in ‘Lettera sull’Umanismo’. Nel ling. poetico non è l’uomo che parla, ma l’essere stesso. La meditazione filosofica sul ling. poetico dovrà essere ricerca e disvelamento di nuovi significati delle parole parlate dall’essere; un disvelamento fatto dall’essere al filosofo, il cui unico atteggiamento corretto sarà quello di disporsi in silenzio, in stato di abbandono (Gelassenheit), di silenzio del pensiero logico-calcolante, ad ascoltare l’essere, affidandosi ad esso dandosi come pastore dell’essere, in un nuovo atteggiamento di custodia (e non di possesso) dell’essere. Così l’uomo filosofo-poeta si prepara alla nuova epoca, sentendosi non più padrone degli enti ma pastore dell’essere. "
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E qui vediamo come l'atteggiamento di rispettoso silenzio " in stato di abbandono (Gelassenheit), di silenzio del pensiero logico-calcolante, ad ascoltare l’essere" proprio non sia recepito dal principe-giullare, che deve stabilire l'area della poesia, il perimetro o la circonferenza o il raggio, perché non è in grado di capire altro, il poverino.

Il dolore che viene qui espresso, da te così intensamente ed efficacemente espresso, ha una sua estetica e nobiltà, che è ugualmente misura e dolorosa compartecipazione, per la quale meriti una lode ed un abbraccio.
Axel

il 29/05/2009 alle 22:32

Posso apprezzare l'estetica del liguaggio.
La poesia deve "parlare" e farsi capire.
i gomitoli intrecciati da verbi e aggettivi
rimangono gomitoli.
l'acido Gustavo.

il 29/05/2009 alle 23:43

caro Gustavo,
ognuno srotola i gomitoli secondo le proprie emozioni ,qualsiasi sia lo scritto che ha il piacere di leggere...un caro saluto

il 31/05/2009 alle 21:00