PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 07/02/2013
Una canzone bisbiglia all'orecchio di frida aggrappata ad una grU

Scusa la grafia ma la penna è consumata e non ci vedo tra polveri e gaS
Al posto della mela ho un uovo marcio sulla testA

Ripenso a quando per scappare desideravo un uomo o un campeR
E consumavo la bocca e il verbo sognare, sciocca e fragile amantE
Trattenevo impavida la lacrima nera rubata a PierroT
Rovistavo sempre più confusa nell'armadio cercando un abito da staR
Urtavo svampita il forno bollente facendo di quelle cicatrici le mie uniche virtU'
Collaudavo il corpo formato convenienza chiusa nel wC
Cercando allo specchio ciò che di me prima o poi avrebbe creato uno shoCK

Ho allenato il mio sguardo al futuro da inarrestabile coacH
Intuendo, all'ennesimo risveglio, che le vesti erano ormai lacere e sciapi i copricapI
Diciassette lividi e altrettante cicatrici sperando nel camper e nel suo milorD
Ingannata a ritmo di m'ama non m'ama di cerbere e margherite incantatricI.

Solo adesso che scrivo e che sulle labbra non brilla più il fasullo glosS
Conto le volte in cui hanno bussato alla mia porta toc toc toC
Inutili sillabe ora che vago nello spazio rapita da questi ventI

E tu che sei l'unico a sentire le grida di una tenda molle e ingombrantE
Non hai fatto in tempo, principe straniero, a salvarmi col tuo cavallo o col tuo camioN
Zar che abbandona una notte più tardi il suo trono e il suo spritZ.

Alberga crudele il tempo nella nostra vita e adesso malefico troneggiA.

Inerme ora vaghi anche tu armato solo di coriandolI
Non ti dannare ogni volta che sulla Terra tramonterà il dio suN
Veglia anche tu adesso su di me come ha fatto ieri sera per l'ultima volta la tV
E non ti bruciare. E non ti bagnarE
Con stupidi imperativi utili a inventare squallidi tiC.
Eccoti lì e questo mi basta. ComunquE.

CHE'
La povera Frida è stata risucchiata come un pallone che fa goaL
Ancora si sente l'eco dell'attonita tifoseriA
Mentre nell'orizzonte infinito vede passare l'ultimo traM.

Alberga crudele il tempo nella sua vita e adesso malefico troneggiA
Gozzoviglia nell'oceano come un iceberG
Impedendo l'incontro anche nei sognI.

Appanna la luna provando a scrivere della canzone l'ultima nota dispersA.
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4,8/5 meriti (6 voti)

WOW, sono senza parole...

il 07/02/2013 alle 13:06

Piroettante doppio acrostico pieno di scenari e poi, quel riferimento(tra i tanti) a pierrot mi lega particolarmente ad un immagine che ritorna spesso nella mia poetica. Attualemnte sei l'autrice che più di tutte mi tiene incollato a poetic house per seguire le tue novità. Me le voglio leggere e rileggere le tue poesie. Voce

il 07/02/2013 alle 14:15

Enio grazie...P.S. Ti ho risp. sulla tua poesia “Una barca che fa acqua da troppi buchi”. “Leggete tutti mi raccomando” non riesco a trovarla :( A presto

il 07/02/2013 alle 20:23

raccontami questa immagine.. io vestita a carnevale da Pierrot con il muso lungo perché sarei voluta essere la principessa... ma ero piccola e non ne capivo il fascino..:)

il 07/02/2013 alle 20:26

Io alla scuola materna, durante una festa di carnevale, ..con questa lacrima disegnata sul viso..l'aria malinconica, uno squarcio di poesia tra pirati, fate e principesse! Il fascino del pagliaccio e l'interiorità del buffone rientrano in quella che, impropriamente, voglio chiamare la mia poetica o meglio, il mio stile! Un soffio soffice Frida...solo il nome(pseudonimo) è un brivido di intensa poesia!

il 08/02/2013 alle 09:23

quando mi scrivi così sei tutto fuorché un buffone però! Cmq i pagliacci mi hanno sempre lasciato una profonda tristezza.. o meglio un amaro sorriso.. un po' come te, Voce.. FridaPi --->Francesca (io!), Ivonne (mia madre), Daniela (mia sorella), Amanda (la mia cagnolina), Piero (mio padre).. la famiglia è l'unica cosa in cui credo davvero...

il 08/02/2013 alle 10:23

grazie beck! la mia è una rabbia irrisolta... non so se è speranza... ma forse hai ragione... sono una realista che si camuffa da pessimista che sotto sotto sono una romantica ottimista...! A presto

il 10/02/2013 alle 11:13

sono diventato quasi strabico nel rincorrere quell'acrostico scritto in estremis... sto leggendo questo testo mentre ascolto Roadhouse Blues...è una goduria pura... hai creato un incastro d'immagini dissonanti e belle...e pur apparendo senza logica invece sono espressione d'una vita...quella di Frida..bel testo...dimmi la verità, è uno di quelli inviati nello spazio per comunicare con gli extraterresti...sto scherzando ma comunque un bel testo, in cui c'è la sua profondità, seppur nascosto dal gioco delle parole..bello, bello..solo per colcludere...Let it roll, baby roll...questo lo dovevo alla canzone..ciao^^buona domenica, buon pomeriggio.andrea

il 10/03/2013 alle 16:08

mi credi che, alla fine, quando metto un punto a quelle parole appuntate sul quel foglio futurista in ogni momento, in ogni istante, davanti ad una vetrina, seduta al pub con gli amici, mentre pranzo da sola nell'aula professori, quando cammino sotto la pioggia senza ombrello, quando mi lavo la faccia, quando quando quando, mi credi quando ti dico che solo dopo riesco a capire fino in fondo quello che la mia mente mi sussurrava ogni volta, ogni singola volta.. e tutto, magicamente, assume un senso, l'immagine della mia vita... se arrivasse su Marte ne sarei lusingata, ma già che è arrivato a te, beh.. insomma, ne sono felice! p.s.: commento scritto con roadhouse a palla.. volevo vedere che effetto mi faceva la canzone e le tue parole mischiate insieme!) un bacio francesca

il 10/03/2013 alle 16:56

Geniale

il 11/02/2020 alle 14:02