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Pubblicata il 16/10/2008
come uno schianto
esposto al tuo sguardo
non trovo uno spigolo
sul quale dividermi
non trovo un'ombra
dove sciogliermi
ed ancora mi piego
spezzando le unghie contro il nero
lavagna, fumo, e inchiostro
per dissetare le mie paure
fomentando un amore senza risposta
ed un canto
strangolato su carta...
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" ed ancora mi piego...alle mie paure"
uno spicchio di vissuto intenso ed introspettivo, che sia metafora o vissuto, questi versi esprimono una verifica affilata della identità e dei chiaroscuri di un'anima e di un sentimento.
Letta con tutti gli occhi che ho
sergio

il 16/10/2008 alle 13:32

la questione sta tutta nell'accettare e governare il proprio io senza snaturare quello che in fondo si é...

Limarsi per riconoscersi

davvero grazie di questo commento...

mutamente
P.

il 16/10/2008 alle 17:03

Un percorso struggente tra i sentieri tortuosi dell'anima, un linguaggio tormentato, ma efficacemente espressivo.
Ciao
mati

il 16/10/2008 alle 23:31

si puó anche guardare il dolore e descriverlo con parole sgargianti, scegliere invece di farlo con toni sofferenti puó essere una scelta di comodo oppure il primo passo per una comprensione di esso. Guardare, conoscere e poi scavare sotto quella maschera di tormento che nascondo qualcosa di piú...

coscienziosamente
p.

il 17/10/2008 alle 07:41

L'amore ha bisogno di una reciprocità, se non c'è le parole dell'amante si perdono nel deserto. E' la vera disperazione. Ho espresso la tua stessa pena in una mia poesia "l'arma del silenzio": si puo' sopportare anche uno schiaffo ma il silenzio dell'altro è la vera disperazione. Un caro saluto. Marina

il 17/10/2008 alle 12:08

perchè il silenzio troppe cose dice e troppe ne tace...

rumorosamente
p.

il 18/10/2008 alle 16:19