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Poesie presenti nella categoria: Cirri

Le Poesie Pubblicate ieri

Ottobrata romana
Pubblicata il 13/10/2026
Giannini, il Principe giallorosso,
passeggiando per le vie della sua Roma, conosce Cenerentola e la invita a cenare da lui in terrazza. Da buon italiano, per l'occasione in azzurro, prepara il sugo "alla Fabrizi".
Si inizia a mangiare tardi con antipastini e sfiziosità; tra le chiacchiere arriva finalmente in tavola la spaghettata.
Cenerentola la mangia di gusto, ma un po' in fretta; lascia tutto il sugo nel piatto e si alza esclamando:
«Devo andare, non posso rientrare più tardi di mezzanotte».
Il Principe la guarda incredulo e, indicandole tutto il sugo rimasto, prima di ammutolirsi riesce a dirle:
«Ma così te perdi la scarpetta, er mejo der piatto! Ma tu va', nun ce penzà proprio».
Il giorno dopo lo videro vagare col cartoccio di sugo avanzato alla ricerca di Cenerentola. Pareva cotto, il Principe.
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Le Poesie Pubblicate Nell'Ultimo Mese

Pubblicata il 27/09/2026
Domenica. Ore 07:47. Nonostante il bisogno e il desiderio di dormire il corpo ha deciso diversamente. Già da qualche ora gli occhi si sono aperti e hanno cominciato a posarsi come api su pagine di libri per suggere parole che trasformeranno in frasi con cui nutrire un cuore ancora preda di uno stato letargico,quasi ipnotico,ancora fissato allo splendore di una Luna piena che la luce del mattino sta rendendo sempre più diafana e intangibile.
dalla finestra aperta entrano profumi di caffè e cacao,suoni di motori al minimo dei giri e di canti di uccellini e uccellacci alla ricerca di qualcosa da mettere sotto il becco prima di unirsi e cominciare il nuovo viaggio verso località più calde e meno rumorose. Nel cielo poche nuvole e un Sole non ancora maturo che prova a riscaldare un Autunno appena agli inizi. C'è pace. Nessun suono molesto,nessuna puzza industriale. C'è voglia di muoversi e muovere,di correre lentamente i minuti che si fondono in ore e in ore che parlano tra loro,che danzano su musiche non sempre percepibili ma che sanno legarsi in catene di vive emozioni.
È Domenica. Non,forse,quella di un leopardiano villaggio ma comunque una Domenica che è miele e vino,grano e uva da piluccare senza fretta.
È Domenica di assenze che si nascondono in ricordi come perle che non vogliono uscire da ostriche ben piantate su fondi di abissi marini spazzati da correnti ascensionali di attimi di follia e di piacere ubriacanti.
È Domenica e anche un' altra settimana ha lasciato la sua firma nel registro dell' eternità che sa ripetersi in variazioni scacchistiche degli amori di Re e Regine che si inseguono per mangiarsi come mele in un Eden senza peccati da sventolare come bandiere al vento.
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Le Poesie Meno Recenti

Anna dai capelli rossi
Pubblicata il 30/03/2025
Anna, era una bella ragazza, vissuta alla fine degli anni sessanta.
abitava nella mia stessa strada, la vedevo passare tutte le mattine davanti casa mia mentre mamma mi preparava per andare a scuola, frequentavo allora la quinta elementare. Aveva un passo svelto, era sempre in ritardo per andare alla fermata dell’autobus diretta alla Federico ii. Sotto le gonne a ruota, nelle scarpe col tacco sottile ma non troppo alto, i piedi sembravano danzare. Aveva un fisico perfetto, un viso bellissimo impreziosito da piccolissime efelidi incastonate in una pelle luminosa e trasparente, sotto la fronte come due smeraldi spiccavano due occhietti verdi ,a fare da cornice al tutto una cascata di riccioli di colore rosso ramato.
un giorno chiesi a mia madre come mai da un po’ di giorni la mattina
non vedessi più passare Anna. Con un po’ di reticenza e di commozione mamma me ne spiegò la triste ragione.
un giorno che Anna era da sola in casa aveva preso dalla scatola in cui il padre poneva l’occorrente per pulire le scarpe l’anelina nera e, ciocca dopo ciocca si era tinta tutti i capelli. Era felice mentre si guardava allo specchio, finalmente i suoi capelli erano come quelli delle sue amiche e nessuno l’avrebbe più chiamata : ‘a rossa’.Dopo due giorni, immagino terribili, Anna morì per avvelenamento cutaneo. A questa rivelazione rimasi sconvolta , pensavo alla mostruosità di tutta la storia anche perché ciò che ammiravo ed invidiavo di più in lei, quando la incontravo, era proprio il colore unico e speciale dei suoi capelli. E’ triste pensare che dopo tanti anni, da questa storia, ci siano ancora ragazze che perdono la vita per correggere particolarità fisiche che difetti non sono, ma che avrebbero reso uniche ognuna di loro.
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Proprio l'altro giorno, io e Romoletto, consigliavamo, ad alcune nostre colleghe, di tingersi i capelli di colore rosso, proprio per apparire più sexy! Incredibile come la vita sia vittima di paradossi e contraddizioni! Triste quanto esemplare racconto, amica Santa! Bravissima.

il 30/03/2025 alle 14:59

E' proprio così caro Maurizio. Grazie mille per la tua presenza. Ciao.

il 30/03/2025 alle 19:03

Mamma mia, che storia toccante!Il racconto di Anna, la sua bellezza e la sua tragica fine, mette in evidenza non solo la superficialità di certi standard estetici imposti dalla società, ma anche il profondo desiderio di adattarsi, anche a costo di mettere in pericolo la propria vita. La parte più triste è vedere come una giovane ragazza, convinta che il cambiamento del suo aspetto la rendesse più accettata, abbia fatto una scelta che l'ha portata alla morte. La riflessione finale sull'unicità di ogni persona e sulla bellezza naturale è una lezione importante. Bravissima Cassiopea,un abbraccio.

il 30/03/2025 alle 19:24

Grazie Ninetta, per esserci e per dare ad ogni testo un analisi davvero importante. Una felice serata.

il 30/03/2025 alle 21:21