lo sguardo tuo che scava nel mio,
abile a rintracciare isole di felicità.
domani potrò dire d'esser stato preso,
d'aver udito il canto dell'aurora
sentieri ardui, polverosi
hanno macchiato i calzari,
gettarono fango sulle cibarie.
ora rimane solo cenere
dei miei bivacchi,
mosche sul mio destriero,
non ho forza di sperare ancora,
di danzare per nuova pioggia.
la solitudine ha confini enormi.......
impossibili da oltrepassare,
eclissati mia stella polare
quest'uomo non si vuole ritrovare.