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Pubblicata il 10/10/2008
come guglie di cattedrale antica
che si erge sulla miseria di sobborghi
e nobili salotti del centro,
simili a lance, tozze, grezze
scagliate di collera nel cielo avverso
dove governa silenzio di neve
e stride voce di vento.
un'eco d'infinito rintocca come bianche campane
tormenta furiosa affretta il balzo
e sono solo tra crepe e dirupi.
unico brandello di carne
consacrato all'altare,
chiudo ora lo sguardo.......
e ascolto il violento bisbiglio del nulla
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Anche questa... nessun commento... ed è così bella da mozzare il fiato. Mi piace lo stile.
Grazie Fabio

il 04/12/2008 alle 15:10