come guglie di cattedrale antica
che si erge sulla miseria di sobborghi
e nobili salotti del centro,
simili a lance, tozze, grezze
scagliate di collera nel cielo avverso
dove governa silenzio di neve
e stride voce di vento.
un'eco d'infinito rintocca come bianche campane
tormenta furiosa affretta il balzo
e sono solo tra crepe e dirupi.
unico brandello di carne
consacrato all'altare,
chiudo ora lo sguardo.......
e ascolto il violento bisbiglio del nulla