che belli gli archi ed i canti della musa ,
i rimorsi che svaniscono, spuff, in una nuvola
la luna illumina i nostri corpi
fotografia panoramica di un prato di rugiada
ragnatele di passione
tu ed io a formare un ansimante punto nero
il centro della terra che svanisce
il cielo che c'inghiotte
il canto della musa che ti sfotte
pensasti di lasciare il tormento che hai nel cuore
dimenticarlo a riva, il tuo spirito nel mare
invece la marea si trascina il tuo dolore
non scappare dalla tempesta insegui l'onda
pungiti con i ricci di mare o le spine della tua sirena
dispettose anguille i suoi occhi indecifrabili
non ci sono momenti sereni
neppure nell'amore
il tormento di essere
frastuona
io non voglio essere
perchè non chiudere le ante
della finestra sul mondo
spaccare a pezzi
il motore che mi spinge
restare appiedato
come misero viandante sfortunato
che imboccò strade effimere d'inganno
ed oggi
dal basso del torrente
punta dritto alla montagna?