Mi fondarono sul lavoro,
chimandomi Repubblica.
Mi vergogno
di me stessa
perchè non ho
ciò per cui reggermi salda...
Eppure quanta dignità
ha il volgo impoverito.
Vorrei chiedere scusa,
perchè i figli dei padri
con cui li ho generati,
mi rendono vittima
del mio stesso essere.
Sono vecchia
ma non stupida...
ora il tempo
presenta il conto.
Mai così dal 1930...
Rifondata dai dotti
sul privilegio...
piango triste
la mia miseria.