inorridire
il salto levato nel vuoto
aprire gli occhi tremando
nel silenzio assorto
di chi sta pensando
uscire da sè
avendovi rinunciato
aculei stoici
sulle mie membra
sedare l'istinto per placarlo
cercare di essere testa
e mai solo cervello
il bello è sentire e capirlo
ma solo dolore
ed arriva l'inverno
che gelo che sangue
che cola spedito
così rosso d'angoscia
precipitato sull'asfalto
il verde marcisce
diventa marrone
stagioni e canzoni
litri di vino
spaghetti e teiere
scottature passate
lamenti prossimi
singulti zoppi
di chi non vuol cadere
ne retrocedere
o cedere il passo