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Pubblicata il 03/10/2008
Un uomo serio e duro
come i suoi baffi scuri,
tenero ma tanto tenace
quanto le umili origini,
come quella ringhiera
che si apriva sulla citta'
ancora verde e genuina
in cui passavano aspri
gli acerbi giovani giorni
del suo primo avvenire.

E sei cresciuto forgiato
con le opportune braci
dei quei tempi affannosi
coltivando ogni opportunita'
per darti brave occasioni
d'essere un uomo valente,
lavoro famiglia e futuro
mani forti e giusta fatica
ci hai messo ogni giorno
sul ricco piatto imbandito.

Poi ogni tanto scappavi
e noi piccole verdi foglie
attaccate alla quercia
eravamo sicure con te,
sulle bianche gonfie vele
a cavalcare l'azzurro
salato e caldo orizzonte
sopra le tue altissime cime,
ripide ed innevate distanze
come cio' che ci univa la vita
e che ci hai generoso donato,
boschi di more e di funghi
fiumi laghi o mare pescoso
o solo semplicemente il tornare
sulla dolce strada di casa.

Mai, neanche un minuto
nemmeno un secondo
di tremata indecisione
mi hai sollevato in alto
ad un passo piu' avanti
anche se ero in ginocchio,
fiero di cio' che hai vissuto,
con un mostro nel respiro
hai accettato la lotta piu' dura
anche se eri in catene
in un letto sudato e nemico.

Un giorno guardandomi in viso
con un filo sottile di voce
mi hai detto in fermezza
"sono stanco ora riposo"
mi hai stretto forte la mano
e mi hai lasciato sentire
che desideravi soltanto
volare in eterno nel vento.


A mio papa' Eraldo
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mamma mia, che commozione...
mi hai fatto piangere, stefano, davvero.
tuo padre ora riposa ma è sempre al tuo fianco, sempre, una persona cosi grande ed eccezionale non può essere dimenticata, avrà lasciato sicuramente dei segnali e dei valori indelebili dentro di voi e soprattutto dentro di te.
Lui ora sorride perchè ha letto queste meravigliose parole che tu gli hai dedicato e sarà fiero di te.
Ti abbraccio
Nicla

il 03/10/2008 alle 18:29