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Pubblicata il 28/09/2008
U Paravise ‘i pezzinde
Duje Paravise Ddìje ha krjate
a stu munne pe kkuille ka kambene:
vune p’i rikk’è vvune p’i desredate.
P’i rikke, k’a trippa chjéne tènene,
u Paravise avete nenn’éje
ka nu vulìje de prjèzze, k’’arruàrde
‘a nnucènze, ‘a kujét’è i ffètte;
p’i pezzinde è ‘llupate, pe kuille
ka tutt’i sande jurne s’hanna vatte
k’u kambà, u cchjù ggrusse vulìj’éje
asscì ‘na vót’è ppe ttutte d’ò state
lór’è de tutt’i celizzje patute
arrefarse. U Paravise éje
pe llóre u Pajése de Kukkaggne
a ndò u trullaminde d’i bbesuggne
d’òggnè jurn’u denumenatór’éje
pe tuttekuande: ‘na tèrr’apprumèsse
chjéna chjéne de vevann’è dde maggnà,
a ndò nze fatike pròbbete maje
è u fà ninde ‘na kustrezzjòn’éje.
Nzòmme nu Pajése a ndò ki dòrme
cchjù uadaggne è kkóse strambalate
succiudèjene kum’è makkarune
ka da kòppe avete de frummagge
arruciuljèjene. Kuiste sarrìje
nu vére Paravise sóp’a tèrre
sènz’u perikule d’u serpènde ngundrà
tendatóre. Pe kki nn’have da maggnà,
mmaggenà d’u fà nu kunzul’éje ggià,
pure si da ngurp‘a lópe nze ne và.


Il Paradiso dei poveri
Due Paradisi Dio ha creato
per coloro che vivono sulla terra:
uno per i ricchi e uno per i diseredati.
Per i ricchi, che hanno la pancia piena,
il Paradiso altro non è
che un desio di felicità, che riguarda
l’innocenza, la pace e gli affetti;
per i poveri e affamati, per coloro
che tutti i santi giorni devono lottare
con la vita, la massima aspirazione è
uscire definitivamente dallo stato
loro e di tutte le sofferenze patite
rifarsi. Il Paradiso è
per loro il Paese di Cuccagna
dove il soddisfacimento dei bisogni
di tutti i giorni è il denominatore
comune: una terra promessa
ricolma di bevande e di cibo,
dove non si lavora mai
e l’ozio è un obbligo.
Insomma un Paese dove chi dorme
più guadagna e cose strane
avvengono come i maccheroni
che da montagne alte di formaggio
rotolano. Questo sarebbe
un vero Paradiso sulla terra
senza pericolo di incontrare il serpente
tentatore. Per chi non ha da mangiare,
pensare di farlo è già una consolazione,
anche se la fame via non va.
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Sai che notavo...
è più bella in vernacolo!!!
Complimenti!
SAluti
Luca

il 29/09/2008 alle 01:39

come suoni,meglio nella forma dialettale ma senza traduzione,lavoro arduo ai significati che condivido appieno

il 29/09/2008 alle 04:27

Non condivido il contenuto del tuo scritto. Nel mondo non esiste Paradiso per nessuno. Il Paradiso è riservato per quelli raggiunti dalla Grazia di Dio. I due Paradisi a cui tu fai riferimento, li ha creati l'ingiustizia dell'uomo, non Dio. Saluti, Manu.

il 29/09/2008 alle 08:33
Jul

Ammore c'a panza chiena. O' Paravise nuost è chillu là.
Jul

il 29/09/2008 alle 19:27

Amo il vernacolo più della lingua madre, tanto che ho scritto un libro di racconti risalenti al Medioevo e il dizionario enciclopedico del dialetto di Lucera. Grazie per i complimenti. Pasquale

il 30/09/2008 alle 12:09

Purtroppo non tutti riescono a comprendere certi vocaboli dialettali, per cui preferisco fare la traduzione possibilmente, quando posso, letterale. Saluti Pasquale

il 30/09/2008 alle 12:11

Se si condividessero le idee sarebbe un mondo terribile. Io preferisco rispettarle, ma non essere alle dipendenze di alcuno. Saluti Pasquale

il 30/09/2008 alle 12:13

Verità incontestabile. Con la pancia piena tutto è amore e felicità. Più Paradiso di così si muore. Saluti Pasquale

il 30/09/2008 alle 16:28

Caro Pasquale, condivido il tuo pensiero ..Chi ha tanto e chi non ha niente ! E' sempre stato così chi vive con € 750,00 e chi invece percepisce stipendi di favola ... L'importante è sentirsi in pace con se stessi! Perchè anche i ricchi piangono! Perchè sono soli!....
Buon pomeriggio.
Dora

il 30/09/2008 alle 17:00

Da bambino lavoravo in un orto per poter portare a casa settimanalmente un po' di verdura per aiutare la famiglia. La mattina a scuola e al pomeriggio a portare brocche per inaffiare le verdure. Il trantran è continuato da grande. Dopo il diploma il trasferimento a Milano per lavorare come manuale e poi nella scuola come insegnante. La vita è stata dura, ma non è venuta mai meno la volontà di lavorare per migliorare la propria condizione sociale. Oggi, pensionato, finalmente posso esprimere tutto quanto penso senza sottomettermi ad alcuno per trovare un lavoro. La cosa, purtroppo, continua per i tanti giovani costretti ad emigrare dal sud al nord, ma i nostri politici hanno occhi ciechi e continuano ad ingrassare come maiali. Piangere da ricchi, non credo proprio, perché quando la pancia è piena, anche lo spirito gode. Saluti Pasquale

il 01/10/2008 alle 14:49