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Pubblicata il 20/09/2008
Cataro, mio uomo vicino,
mi parlavi di un dualismo divino.
Una lotta tra un demiurgo evoluto
e un principio di bene assoluto.

Poi hai conosciuto il mio amore,
ti ha sconvolto la vita e donato dolore.
Non capivi come un bene che non aberra,
potesse esistere in terra!

A Queribus mi hai lasciata sull'uscio,
in ascolto delle tue vesti il fruscio.
Mentre l'albigese ti ha preso con se,
il tuo seme è rimasto dentro me.

Ora ho un figlio di te,
non sai neppure che c'è!
L'algida fede ti iberna la mente
e del tuo sangue non sei più parente.

Già ti chiamano eretico,
brucerai e sarai stato profetico.
Per il mondo io sarò solo una strega,
di ogni Dio che vuoi che mi frega!

Sono stanca di uomini e dei,
di vite future e di manichei.
Solo a causa di un padre codardo,
ora ho un fglio che chiaman bastardo!
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