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Pubblicata il 05/09/2008
Ardeva
come fascina
per una passione austera.
Guardava
l'orizzonte
Notre-Dame de Paris.
Preghiera
per i fratelli,
un colpevole odio
ai suoi nemici.
Le piaghe
di Cristo
urlanti compagne,
ricordi di vita
il potere,le armi.
E' duro morire
se si è giovani e forti
non sempre si riesce
ad essere uomo
ed all'ultimo fiato
dispensare il perdono.
Eppure disteso,
dal volto sereno,
guardava oltre il cielo
mentre lo lasciavano
cristianamente bruciare.
I suoi occhi gridavano:
-Così muore un Templare-
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Completamente d'accordo con il commento di Ala!

smack
liz

il 05/09/2008 alle 23:50

ad essere sinceri non è nata come provocazione...ma non sapendo in quale categoria inserirla ho poi optato per quella...ti ringrazio per il gradito commento,ciao

il 06/09/2008 alle 13:50

anche tu sei molto gentile...grazie,ciao

il 06/09/2008 alle 13:51
Jul

Questa tua poesia mi ricorda il sacrificio di Jan Palach in piazza Venceslao a Praga, sono stata in quella piazza e vi è in ricordo una scultura formata da tante sagome di legno dei caduti del tempo, osservando quella piazza come è attualmente non sembra possibile l'orrore di quei tempi, purtroppo molte piazze del mondo hanno assistito a queste tragedie,la nostra speranza è che non si ripetano e leggendo anche la tua Berlino il collegamento è perfetto.
Bravo, ciao, Giulia

il 06/09/2008 alle 15:50

mi hanno parlato tutti di Praga e spero di andarci,...a parte la divagazione mi piace il tuo commento,hai ragione nel correlare le varie ingiustizie di cui è piena la storia...sono tutte inaccettabili chiunque sia a commetterle...ciao e grazie

il 06/09/2008 alle 16:14