La vita è cercare un rimedio alla vita, ma qualcosa che funzioni davvero, non il solito placebo degenerativo tipo fuga da Alcatraz, un siero che non faccia più sentire quella maledetta cosa che noi c’abbiamo e sti diavoli d’animali no, st’anima pezzente che ci teniamo cucita sulle spalle come fosse un mantello da supereroe che ti ci avvolgi dentro, ci scompari, non ti ci si vede più in faccia, sta cosa che sta là attaccata con la sputazza che non ci metti niente a perdertela e a riacciuffarla neanche col retino per le farfalle, che razza di cosa, che cosa di razza, da allora che inizia la ricerca, forsennata e pazza, e per rendere le cose più complicate metti che ch’ai pure il tempo, il cronometro che passa, il timer in alto a destra, le ore di tutti i colori, i coriandoli, una polvere arcobaleno, in aria, ancora sospesi ma non per molto, spettacolosi per un tot troppo breve poi supini al suolo, faccia a terra, in castigo, fino a quando non li raccogli, scegli di lasciarli calpestati fra le cicche e le cose che faresti per migliorare il mondo con il sorriso sulle labbra e le chiappe al fresco d’estate al caldoarrosto d’inverno.
Per esempio, mi sembra una buona cosa iniziare a fregarmene altamente di me stesso.