Ti accolsi smarrita,
timidamente riemersa fragile e insicura,
da inperscrutabili abissi.
Cercai serenità,
pace e oblio nel tuo amore,
all'offesa appena subita.
In te, instabile ologramma,
in affannosa ricerca della dimensione originale,
cercai ciò che tu disperatamente
anelavi trovare in me.
Ciechi e sordi, se non al proprio ego,
vagammo incerti in dimensioni irreali,
smarriti e confusi in balìa di debolezze dominanti
e nel volerci ricongiungere, ci perdemmo.
Confinati in universi paralleli,
disperdemmo il nostro vivere
in un'illusione virtuale,
inconsapevoli custodi di un ancestrale sogno
che vaga negli imperscrutabili spazi dell'ignoto.
Una sola porta tra due universi paralleli:
l'eterno inestinguibile desiderio d'amore
che infrange lo spazio e ignora il tempo.