Lo sguardo perso
osservo i marosi
scruto con l’anima
al di là d’orizzonti
terre promesse in impossibili
prospettive tetradimensionali
dove spazio e tempo
svaniscono inconciliabili.
Eden dove l’essere si esalta
appartenendosi pienamente
divenendo Dio di se stesso
unico artefice del suo destino
per questo drammaticamente solo
sparge il seme della pazzia
che germoglierà Moloc
ottusi a cui sacrificarsi.