PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 27/07/2008
leggo,
rileggo,
oggi distanti i miei compari d'un tempo,
nel quale toccavo la mia essenza,
nel quale ero al centro,
della verità,
dolore di vivere.
Capriole infinite,
a specchiarmi nella singolarità nuda,
morendo ogni giorno di più,
senza che nessuno condividesse consapevolmente Dio,
sola.
Largo e silenzio attorno a me.
Quello spazio che avevo desiderato,
ma che realizzo solo ora,
mi fa infelice.
Tornerò a sorridere,
mi attaccherò capelli e ciglia finte,
e scuoterò il mio corpo sulle note di Dimitri della festa di Playboy,
a rendere un più quel meno che credevo le mie ossa,
gioirò di amici alla mia tavola,
nel mio letto,
nascondendo l'antimateria,
riassorbendola,
convertendola in materia pulsante e luminosa.
tornerò a sorridere, a splendere, lo sento!


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stai già sorridendo dal momento che hai scritto questa bellissima poesia..
un abbraccio olly

il 28/07/2008 alle 15:39
JB

Una confessione catartica.
Positivamente giudicata.
Astrofisicamente concepibile.
Vorrei essere sussunto plasticamente nella umana congerie che vuoi coinvolgere nella tua vita.
Ma, forse, resterò chimerico.
J

il 28/07/2008 alle 20:35

la poesia fa schifo, ma avevo voglia di urlare ai 4 venti la mia agognata leggerezza. Fai già parte del mio insieme, se non fisicamente, per quel "poco" che ho letto di te. ti abbraccio forte ma chimerico sei e resterai, te lo dico per certo, non potrebbe essere altrimenti, possederti significherebbe possedere il tuo sapere per me. B

il 30/07/2008 alle 15:06

Mi domando se posso fare mia l'ultima riga della tua poesia...se così è ti ringrazio

il 24/09/2008 alle 20:47

scappo? B

il 25/09/2008 alle 23:59