Io
faccio così.
isolato,
creo il vuoto dentro.
non è semplice:
ci vuole tempo.
poi ti immagino.
scorro i ricordi,
spremo l’immaginazione.
un puzzle di pezzi di te:
ti ricostruisco,
il tuo volto,
dentro.
ti fisso lì.
la tua immagine,
come un collage,
mi sorridi
e poi
ti contemplo.
dentro di me,
nasce l’amore per te,
perché invocato, acclamato!
desiderato, voluto.
intento figlio di decisione,
non per caso,
o per il fato.
poi,
spingo in giù lucente
l'amore per te scende
dal sapiente aggrovigliato serpente,
e invade il petto,
non sempre,
ma spesso.
poi
ti auguro il meglio:
amore, sicurezza, gioia, libertà.
due volte.
poi
le auguro a me stesso.
l’amore per te
lo volgo a me.
mi lascio invadere
e mi ripeto
l’augurio del meglio.
il cuore si libera e scalda.
movimenti convettivi
dei tessuti del corpo:
qualcosa si smuove e
altro rilascia,
si smolla.
dal centro è espulso il dolore!
segreto segreto:
nessun testimone di Amore Vero,
mai!
tornerà al mondo
con fardello al cuore.
così,
risale e coagula.
salendo,
nel collo non v'è appiglio,
ché il groppo in gola
parte proprio da basso e da centro.
ma la radici ha perso!
ora è
fiume in piena
di gravità aliena.
sale e risale.
salate
stille di pioggia punzecchiano
naso e fronte,
vanno via da me,
fuori,
goccia a goccia.
il dolore cambia forma
e,
restituito alla normale fisica dai dotti,
scende sulle guance
e a volte
mi bacia in bocca.
lo lascio andare.
non è più con me.
e
ci sei tu.
madre.
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