PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/06/2008
Banchettano i gabbiani
planando su un mare fatto di pattume raccolto
sotto il tappeto di una raffineria dismessa
firma dell’ipocrisia
di una ferita mai rimarginata.
E il vento leggero di giugno
trascina il puzzo di greggio stagnante
tra bianchi oleandri esausti che pur fioriscono
e ceppi di rose inspiegabilmente ancora in vita.
Una strada ormai preda di qualche sparuto zingaro
che urla i suoi quotidiani bisogni con gli occhi sgranati
a sperare nel lancio di un euro
svogliatamente scartato in tasche colme
di timorosa indifferenza.
Insopportabile l’afa,
chiudo la finestra.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Conosco molto bene (credo) Napoli, e non perché ci abito.
La tua poesia mi ricorda San Giovanni a Teduccio.
Per un attimo (il tempo della lettura) mi son rivista in quella periferia...
Bravo...
Chiudi anche gli occhi e immagina una visione migliore (e ce ne sono!): forse così senti meno la puzza e l'afa.
Un abbraccio.
Pau

il 30/06/2008 alle 13:45

hai individuato la zona.... più o meno, grazie per la tua attenzione.

il 30/06/2008 alle 14:14

dipinto efficace di una realtà difficile...
Meglio volare via con la fantasia... o cambiare la realtà...
Ciao
Axel

il 30/06/2008 alle 14:27