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Pubblicata il 16/06/2008
Che cos’e’ la mia anima
se non puro tormento
che crede di dare e di darsi
ma solo toglie e solo si priva.

Che cos’ho sulle ginocchia
se non la somma dei miei errori
che tolgo alla meta’ dei desideri
e moltiplico sempre e solo per zero.

Cercare un ago nel pagliaio,
correre per non arrivare mai,
lavorare per essere,
donare per egoismo,
aprire ogni giorno la porta
per chiudersi fuori,
accettare per compromesso
l’ebbrezza del dolersi,
annullarsi nella moltitudine
e nel traffico delle diciannove.

Io sono l’immagine della mia citta’
che si specchia grigia
e si ripiega su se’ stessa
come un punto interrogativo.
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Tu e la città insieme, a correre nel mare dei progetti e dei dubbi, in cerca di punti fermi per sentire la propria identità.
Ciao, mati.

il 17/06/2008 alle 00:26

Lirica che sento mia, come la città che vivo
Milano
che mi ha dato tantissimo
a volte per togliermi di più
che non mi aspetta mai,
ma che alla fine è sempre lì
che mi strizza l'occhiolino
da dietro una coltre grigia
e mi accoglie cupa
ma che si mostra ironica
Andiam di fretta
con il rumore di ferraglia nelle orecchie
ed il traffico delle otto, delle sedici e delle diciannove ad attenderci sulle circonvallazioni
o in tangenziale. Allora
Meglio fermarsi per un aperitivo..

se hai voglia, leggiti la mia "In tangenziale"
forse anche tu ti ci ritroverai , come è successo a me nella tua

Smack
liz

il 17/06/2008 alle 11:52