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Pubblicata il 25/05/2008
Nell'oscurità
la mia mano si insinua
tra le lenzuola
cercando il tepore
e la morbida seta della tua pelle.

Il letto è vuoto.

Completamente sveglio ora,
accendo la luce
mi guardo intorno
l'anonima stanza d'albergo,
il letto vuoto,
disfatto.

Alla finestra
apro le tende
edifici bui,
le luci di una citta straniera,
strade deserte
nella notte straniera.

Afferro il cellulare,
lo accendo,
ma non ci sono chiamate,
non ci sono messaggi,
niente.

Seduto sul letto
mi guardo intorno:
una stanza anonima e vuota,
un letto vuoto,
le mie mani vuote,
il mio cuore vuoto.

Spengo la luce,
sdraiato nel buio
ci vuole molto tempo
prima che mi riaddormenti.
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Cosa c'è di più "triste e solitario" che dormire da soli in una stanza d'albergo?
Cavolo, ed io odio quei maledetti cellulari che non mandano il bip di un messaggio in arrivo! E stai lì, a guardare, aspettare, sperare...
Cellulari come ancore leggere che ci trattengono a mari insicuri...
Un abbraccio.
Pau

il 25/05/2008 alle 12:23

Quando poi lo devi fare per lavoro, diventa la normalità e ne senti il peso ogni giorno che passa di più.
Ciao e grazie
Solo

il 26/05/2008 alle 16:45

solitudine del cuore...
un abbraccio olly

il 26/05/2008 alle 23:45

Ciao e grazie per il commento

il 27/05/2008 alle 11:23

Purtroppo è così, soprattutto quando si viaggia per lavoro...
Ciao e grazie

il 27/05/2008 alle 11:24

Per fortuna io nn ho problemi ad addormentarmi e sognare.. ciò che nn sta accandendo dentro quella familiare ed anonima stanza d'albergo.

T'ho compreso sino in fondo.
Smack
liz

il 27/05/2008 alle 12:10

Grazie, ricambio volentieri lo smack!!!
Ciao

il 27/05/2008 alle 12:29