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Pubblicata il 17/05/2008
Troppe volte i pugnali furono levati.

Altrettante volte le loro lame arrugginite.

Tu mi guardi e mi avvolgi in un cupo senso di beatitudine

mentre

lucciole apatiche fanno da cornice a bui ovattati
illuminando rancori ormai troppo voraci.

Su di un vetro infangato il mio respiro si rispecchia.

Ormai mortifcato ogni mio piccolo tentativo di ripresa.
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mi piace ,racconto di scontri forse covati da tempo ,ma a volte gli sguardi sono più affilati delle lame,c'è forse l'orgoglio che la fa da padrone ,dimmi se ho compreso ,un saluto cate

il 17/05/2008 alle 13:34

--un'istante doloroso fermato nel quotidiano fluire..colpisce

il 17/05/2008 alle 15:55

più che l'orgoglio c'è forse apatia.
Tante volte mi sento quasi congelata, ho la sensazione che gli scheletri negli armadi non ci sono mai stati e mi sorprendo a passeggiare con loro a braccietto.
a presto.
chiara

il 17/05/2008 alle 16:00

le idee ti pugnalano quando meno te lo aspetti..
basta un riflesso e tutto ha inizio.
a presto

il 17/05/2008 alle 16:02

tristezza, rassegnazione , il tentativo di ripresa spezzato dal soppravento dei rancori..peccato...
molto intensa complimenti olly

il 17/05/2008 alle 22:41

un'istantanea dell'animo in cui filtra una dose di rammarico...ben scritta...ciao francesco

il 18/05/2008 alle 07:48

cosa può fare un viaggio in autobus eh..???
a presto
chiara

il 18/05/2008 alle 18:44