Ascolto mentre dormo il tuo respiro
sembra un vento fluttuante tra i pioppi:
guardo, mentre dormi, le tüe membra
sono la terra della mia Toscana;
accarezzo il tuo collo, quando dormi,
e la tua fronte: sussulti incosciente,
farfugli un mugolio ti riassopisci.
Sei una donna nel tempo fortunata
un poeta ti canta e t’ha cantata;
un poeta ha sfiorato con le dita
le tue carni adagiate sulla seta.
Sei una donna nel tempo ritrovata
germoglïata nell’arida terra
il virgulto di un seme secolare
lì portato da un vento che non so.
L’assorto passeggiare lungo il lago
al tremolio dell’acqua si confonde.
Tu sei quel lago e quell’acqua. Tu sola.
Io son la sponda sassosa ed accline,
io son quei sassi rotondi che bagni.
Io sono un uccello che canta
dal ramo foglioso del gelso
tu un fiore di calla che ascolta
nel sasso più duro che c’è.
Tu sei un piccolo passo sulla strada
ripetuto milïoni di volte.
Tu c’eri già prima di me.
Tu c’eri ed io ti ho trovata,
tu mi hai trovato; e confuso.
Ci siamo confusi l’un l’altra:
tu sei le mie mani e i miei piedi,
io sono il tuo cuore e i tuoi occhi,
tu sei le mie orecchie, il mio respiro,
io sono il tuo lento cammino.
Tu sei il mio scrivere in versi.
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