PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/05/2008
È sempre triste darti quel commiato
che ci separa per la notte intera
giacché negli anni tanto t’ho cercato
ignorando che c’eri ed eri vera.
Come una stella dalla glauca sfera
sulla mia carne t’ha posata il fato.

Questa è l’ora mia cara che ti penso
snocciolando le more del vagito
come piccoli granuli d’incenso
procedendo nel metro a menadito.
questa è l’ora mia cara che l’ardito
poetare sulla carta si fa intenso.

Un discorso che a tratti si confonde
proprio quando d’accanto ti rimiro
intrecciando le mani tra le bionde
tüe chiome di filo casimiro
e tanto son lì presso che respiro
i tuoi respiri dispensati ad onde.

Ora un sogno s’affaccia ora un disegno
dei tuoi tratti marcati e trasparenti
ora il suono pregiato di quel legno
basculante nel mar tra i forti venti
ora un garrulo lume tra gli spenti
viali presso cui ci diam convegno.

Quei viali di grigio intabarrati
circondati di macchine e cemento
quei viali d’amore consumati
dove nero e asfissiante spira il vento
quei viali chiassosi dove sento
silenziosi i tuoi baci delicati.

Sotto i tigli d’un verde fraudolento
che tossiscono, tisici pazienti,
sotto il bianco e nascosto firmamento
le nostre discussioni decadenti
e nel buio più fitto i toccamenti
che nel tempo si muovono a rilento.

Verrà l’ora mia cara dell’attesa
silenziosa all’angolo grigiastro;
verrà l’ora che in fondo alla discesa
marceranno i tuoi occhi d’alabastro:
seguirò con un vuoto all’epigastro
il tuo incedere lento nell’ascesa.

Il poeta che attende e non fa chiasso
io sarò mentre bella ti avvicini
il poeta che conta ogni tuo passo
trascrivendo le immagini più fini
il poeta seduto sui gradini
rivestito d’un abito melasso.

Io poeta sarò. Te ne compiaci?
Quando leggo i miei versi la distendi
sul mio petto la testa e mentre taci
la tentenni in un lento saliscendi.
Il muto domandar non disattendi
approvando i miei versi più efficaci.

Ora è l’ora mia cara proprio ora
di serrare il tuo fisico minuto
tra le braccia aspettando che l’aurora
appalesi ogni gesto dissoluto.
Ora è l’ora mia cara che il velluto
del mio nido diventi tua dimora.
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Dolce, delicata, musicale questa tua Marco...
Ecco questa è una delle poesie che leggerei in pubblico. Buona vita! Dora

il 13/05/2008 alle 10:09