Sulla tua ombra tetra
non adagerò la mia scarna immagine.
Né il contadino-ignaro consolatore della natura-
mi chiamerà goccia d’acqua
prima di diventare palude.
Il salubre ristagno delle mie scelte
è la parabola per la tua zoppicante
caducità.
Il mio handicap è quello di toglierti
dal buio, mendico della notte.