Le scottature di agosto fan meno male
delle mele marce che piovono a grandine
sulle misere città siciliane.
Gonfie di fumo e di bruchi piene,
marce per la merce ceduta e per la grana
elargita alle tre di mattina.
Pronte a traghettare balordi senza scrupoli
che la coscienza la vendono a poco prezzo,
meno di uno stipendio.
Divento paonazzo per la vergogna
in cui precipita quest’isola senza acqua potabile,
che ha un Caronte che non si accontenta dell’obolo,
che ha molti ami
ai quali abboccano i venduti che hanno
comprato il diploma in macelleria
e ceduto l’orgoglio dei padri
in un cimitero sporco di croci senza fiori.
Il mio è un belato che non ha eco.