...forse sara' per i sassi taglienti e per l'atmosfera pensosa e assolata di questa poesia, ma mi ricorda il "meriggiare pallido e assorto..." I momenti di "stasi" sembrano spazi prosciugati del pensiero, da cui pero', come da un terreno desertico, possono sorgere nuovi fiori... Che forse aiuti una lacrima, uno sguardo nuovo nel proprio dolore ad innaffiarli?
Versi secchi che come frustate arrivano e alterano la visuale al bivio...il nulla sembra occultare la via.
Tristemente bella.
Un grrrrande ciao
CesarOrso
L'ho pubblicata con riserva: piacevolmente stupita degli apprezzamenti. Grazie!
P.S. Non sono poeta. Scrivo di getto, senza studio. Perdonate quindi la mia mediocrità.
Le catene pesano, i fiori appassiscono i rovi pungono e si sente il dolore tagliente dei sassi e neanche guardando il sole c'è un briciolo di speranza. In questa terribile sconsolatezza intrisa di dolore c'è però una vena poetica straordinaria. Una descrizione così intensa che sembra di viverla realmente. Mi piace molto. Un carissimo saluto da giorgio