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Pubblicata il 02/04/2008
Ti sento nel vento che lambisce
ti penso ogni volta che un fruscio mi sfiora
ti cerco ogni istante
il sapore buono della collina
e là la mia vita
le ombre sempre più lunghe
solo ricordi ....
ombre
che svelano la sera
che non acquistano voce
silenzio ......
il cuore il respiro la vita
la mia anima
là è la mia vita
il mio respiro
come i passi d'ombra
e il mio non trovarmi
alla deriva delle tue giglia
non sorgeranno parole
si sono perse nel nulla
del peso incosciente
del mio non potermi fermare
nell'obliqua incosistenza
incredula cado e ricado
nel sentiero
dell'infinita amarezza
di un infinito orizzonte
che non vedo
il dolore è il niente
un cristallo di pianto
nell'incoscia anima persa
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una eco piena di rimpianti..
dolorosa come la vita che accompagna i passi
di chi vuole emancipazione...

il 02/04/2008 alle 15:39

non è una questione di emancipazione ma della propria libertà .............di pensiero .....
un abbraccio
lia
un bacio grazie

il 02/04/2008 alle 19:49

non ha importanza se è un caso di sostantivo femminile o maschile e un eco dei tempi passati una riflessione di energia che si ha dentro di se ...sei d'accordo ?
un abbraccio
lia
Ps grazie del tuo commento
ciao

il 03/04/2008 alle 19:45

ali ferite che sono alla deriva del suo tempo che cercavo ancora di volare con le proprie forze ...
grazie del tuo commento ...
un abbraccio
lia
ciao

il 03/04/2008 alle 19:47

E' bella, però bisogna imparare a difendere la propria lingua madre. Una eco, quindi, anche perché le fonti mitologiche sono interessantissime.
Questo per amore della chiarezza e della sincerità; io non sono di parte, essendo di lingua diversa.
Salvador

il 08/05/2008 alle 18:36

in poesia si può fare tutto
la poesia non ha una lingua madre ....
un bacio
lia

il 19/10/2008 alle 01:53